Il presidente sudanese nascose soldi a Londra

Redazione
17/12/2010

Approfittando del boom petrolifero e del tutto indifferente allo stato di povertà endemica del suo paese, il presidente sudanese Omar...

Il presidente sudanese nascose soldi a Londra

Approfittando del boom petrolifero e del tutto indifferente allo stato di povertà endemica del suo paese, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha segretamente dirottato su banche londinesi circa 9 miliardi di dollari derivanti dalla vendita del greggio.
È questo quello che emerge dagli ultimi cablogrammi della diplomazia americana di cui è in possesso Wikileaks e che il quotidiano britannico Guardian, uno dei partner del gruppo di Julian Assange, ha pubblicato il 17 dicembre.
Nei dispacci si fa riferimento a colloqui tra alcuni diplomatici Usa e Luis Moreno Ocampo, il procuratore della Corte penale internazionale. Secondo l’alto magistrato, parte degli ingenti fondi potrebbero essere stati depositati presso il Lloyds Banking Group britannico, un importante gruppo bancario in parte di proprietà dello stato.
Nello scambio di opinioni con i diplomatici Usa, Ocampo avrebbe detto che se in Sudan fosse dimostrato che Bashir ha occultato all’estero simili fortune gran parte del popolo sudanese «non lo vedrebbe più come un suo paladino ma come un ladro». Se le affermazioni di Ocampo sono corrette, ha osservato il Guardian, i fondi segreti accumulati da Bashinr nelle banche londinesi equivarrebbero a un decimo del Prodotto nazionale lordo del suo paese. Il procuratore, secondo il giornale, ha discusso della situazione di Bashir con gli americani nel marzo 2009, pochi giorni dopo avere emesso un mandato di cattura contro di lui per asseriti crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati nella turbolenta regione sudanese del Darfur