«Il ruolo di Fini sia discusso alla Camera»

Redazione
22/12/2010

La Lega Nord chiede di mettere in calendario una discussione in Aula sulla permanenza di Gianfranco Fini alla presidenza della...

La Lega Nord chiede di mettere in calendario una discussione in Aula sulla permanenza di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. Perché se «le dimissioni stanno nella coscienza di ognuno» è altrettanto «necessario» che «il Parlamento possa esprimersi», e «a nostro avviso andando avanti così si lede la dignità delle istituzioni e si crea un precedente pericoloso».
Lo scrive in una lettera, indirizzata all’ufficio di presidenza della Camera, al presidente Fini e ai capigruppo, Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio a Montecitorio. Nel cui testo si mette in discussione «l’attuale posizione» di Fini, che «pur essendo originariamente espressione della maggioranza parlamentare risulta attualmente leader di un gruppo dell’opposizione, da poco costituito in aperta e palese polemica con il presidente del Consiglio», mettendo così «a serio rischio il ruolo imparziale del presidente della Camera».
«PERICOLOSI PRECEDENTI». La Lega cita ad esempio le dimissioni di ministri e sottosegretari di Fli «che hanno rimesso il loro incarico nelle mani del presidente della Camera» e inoltre «il tentativo di convincimento di deputati eletti nelle liste della maggioranza ad appoggiare mozioni di sfiducia nei confronti del governo» o «l’invito a dimettersi al presidente del Consiglio prima del voto di sfiducia, manovra lesiva della dignità del Parlamento».
Prassi finora tollerate, ma su cui Reguzzoni invita a riflettere se non costituiscano «pericolosi precedenti incompatibili con il ruolo di presidente dell’Assemblea». Da ultimo, la lettera precisa che la richiesta non punta necessariamente a ottenere una votazione.
CAPEZZONE: «FINI PARZIALE». Totalmente d’accordo con l’iniziativa leghista il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. Che la definisce «assolutamente opportuna». Del resto «Non si era mai visto un presidente della Camera che si avvalesse del proprio ruolo come leva politica per  condurre scissioni, che usasse il proprio ufficio come la sede di incontri ribaltonisti per la stesura di mozioni antigovernative e per la definizione della relativa strategia parlamentare, che salisse al Quirinale per essere ascoltato su una crisi politica da lui stesso avviata o tentata.
Il presidente della Camera», conclude Capezzone, «dovrebbe essere ed apparire imparziale. Gianfranco Fini è ed appare parziale».
CORO DI ‘NO’ DALLE OPPOSIZIONI. Per il finiano Benedetto Della Vedova, al contrario, si tratta di «pura propaganda» leghista. E poi « il pulpito della Lega Nord Padania non è certo quello da cui possono venire le prediche sul rispetto della Repubblica italiana». Contrario anche il vicepresidente dei deputati Udc, Gian Luca Galletti, che parla di una richiesta «irrituale e irricevibile perché Fini come Presidente della Camera ha sempre rispettato il regolamento e le prerogative di maggioranza e opposizione». Sprezzante infine il commento del Pd, affidato al capogruppo della commissione Affari costituzionali della Camera, Gianclaudio Bressa: «Il Natale non è ancora arrivato, speriamo che qualcuno regali una copia del regolamento e della costituzione a Reguzzoni così la prossima volta si evita di fare proposte così strampalate».