Il “salato” Augusto

Redazione
07/12/2010

di Adelaide Pierucci Sprecopoli Rai, si corre ai ripari. Il presidente della Tivù di stato, Paolo Garimberti, ha chiesto approfondimenti...

Il “salato” Augusto

di Adelaide Pierucci

Sprecopoli Rai, si corre ai ripari. Il presidente della Tivù di stato, Paolo Garimberti, ha chiesto approfondimenti cristallini e veloci sulle spese di Augusto Minzolini, trasferte esotiche in primis. Per fare chiarezza «in maniera cristallina al di là di ogni ragionevole dubbio. Non è tollerabile nemmeno l’ombra del sospetto quando si parla di soldi del servizio pubblico», è stato il suo avvertimento.
Nel mirino ci sarebbero i 64 mila euro strisciati in un anno dal direttore del Tg dell’ammiraglia Rai direttamente dalla carta di credito aziendale per le spese di colazione e di rappresentanza e per le trasferte all’estero. Per circa 90 mila euro complessivi in 14 mesi. All’incirca la spesa sborsata per il canone da 790 famiglie, ha calcolato Michele Meta, il capogruppo del Pd in commissione Telecomunicazioni alla Camera. Spese dorate, da giorni oggetto di battaglia tra consiglieri, a cui oggi il Fatto quotidiano, ha dedicato due pagine e l’apertura di prima. Un servizio non gradito da Minzolini che ha risposto annunciando di avere dato mandato al suo legale di sporgere una querela: «E’ solo una campagna persecutoria».

Addio alle carte di credito aziendali

Garimberti, intanto, avrebbe fatto sapere di aspettarsi risultanze in tempi brevi, da comunicare subito al cda, così come avviene ed è avvenuto in casi analoghi. Anche se si è detto stupito «dalle ripetute sollecitazioni d’urgenza sul caso quando il piano di risanamento ha già da tempo sospeso l’utilizzo delle carte di credito aziendali».
Per il direttore del Tg 1 è solo «cominciata la campagna elettorale. L’ultima volta mi hanno attaccato con l’inchiesta di Trani, sostenendo che avevo ricevuto un avviso di garanzia per concussione che non esisteva. Questa volta mi sbattono in prima pagina con illazioni del tutto pretestuose», ha spiegato. «Dell’argomento se ne parlerà in cda? Non è la prima volta, è la solita operazione di una sinistra che evidentemente non ha altri argomenti», ha proseguito, «Nel 2007 il budget del Tg1 era di 13.400.000 euro, nel 2008 di 14.400.000, nel 2009 di 13.160.000, quest’anno sarà di 12.800.000-12.900.000. Sono 360 mila euro di differenza rispetto all’anno scorso. Nel budget rientrano anche nuova sigla, nuovo studio e nuovo sito internet, con un ulteriore risparmio di 800 mila euro».
Sulle spese personali, che ammonterebbero a 86.680 euro in 14 mesi, Minzolini però ha preferito non fare paragoni con i suoi predecessori (Masi di recente aveva tirato fuori davanti alla Commissione Rai in risposta alla campagna anti-Minzolini il caso di un direttore alloggiato per due mesi in un albergo a 650 euro a notte, identificato poi dai più con Gianni Riotta), ma ha chiarito che «certe spese sono normali per chi lavora» lasciando intendere che rispetto alle ultime gestioni però «c’è stato un risparmio di 35-40 mila euro, ma forse anche di più». «I giorni di trasferta? Se per alcuni sono tanti, evidente non considerano il lavoro in maniera dinamica come lo faccio io», ha attaccato ancora. La pubblicità occulta alla Royal Caribbean, adombrata dal Fatto quotidiano? «Altra accusa infondata e gettata là a caso», è la sua difesa a spada tratta.

Mille sprechi e mille esuberi

Intanto sul caso è scoppiata una bagarre politica. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha definito le accuse nati-Minzolini solo “rappresaglia”. Il capogruppo del Pd in commissione Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, invece, si è detto d’accordo con Garimberti: «Il rispetto del codice etico aziendale e degli obblighi di servizio pubblico è un dovere morale per i vertici dell’azienda e per la credibilità della direzione generale che ha messo in cantiere mille esuberi tra i dodicimila dipendenti Rai nel nuovo piano industriale. Una scelta di risanamento aziendale che pesa esclusivamente»  ha aggiunto «sulle spalle dei lavoratori, dopo mesi di assunzioni a peso d’oro e sprechi di denaro su iniziative editoriali dall’esito non proprio soddisfacente».
E ha concluso dicendo: «Auspichiamo anche noi che l’indagine interna faccia luce quanto prima sul merito delle spese sostenute dalla direzione del Tg1, che sembrano ammontare a un valore corrispondente al canone versato da circa 790 famiglie italiane, anche per evitare ulteriori tensioni sociali che hanno già determinato per il prossimo 10 dicembre il primo sciopero generale dei dipendenti Rai contro un piano industriale di lacrime e sangue».

A Minzolini il premio stakanovista  

Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21 ha chiesto al direttore generale Rai Mauro Masi chiarimenti sulle trasferte di Minzolini. «Il direttore generale deve dire in modo inequivocabile se quei dati corrispondono al vero o se sono falsità», ha detto, «Se sono falsità deve difendere il direttore Tg1 in tutte le sedi, anzi dargli un pubblico riconoscimento per aver contribuito al risparmio aziendale e un premio Stakanov per aver trascorso tutti i weekend a lavorare».
Diversamente, per Giulietti, Masi dovrà assumere tutti i provvedimenti necessari. «Non facciamo finta che si stia discutendo di questioni ideologiche: un direttore generale, che insieme ai suoi collaboratori ha appena mostrato la faccia feroce nei confronti di Loris Mazzetti per avere espresso liberamente le sue opinioni e di Raitre per sforamento della durata di una trasmissione di 150 secondi, non avrà esitazione alcuna a far sentire la sua voce e a comunicare in giornata le sue decisioni. Tutto ciò mentre ci si prepara a un turn over e a mettere fuori centinaia di precari che con difficoltà arrivano a mille euro al mese».
Il capogruppo del Pdl in Vigilanza, Alessio Butti, invece, se la prende (senza nominarlo) con il consigliere di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo, colpevole, a suo dire, di denunciare il presente dimenticando il passato, «Vuoi vedere», si è chiesto, «che a qualcuno comincia a dare fastidio le inchieste che il Tg1 sta conducendo sulla scandalosa revoca del 41 bis ai mafiosi nel 1993?».
Fabrizio Morri, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza, invece, per Minzolini ha chiesto le dimissioni: «Non credo che il direttore del Tg1 Minzolini possa restare al suo posto. Farsi pagare dai contribuenti tutti i week end, più o meno esotici, avere frequentazioni estere superiori a quelle degli inviati e seconde solo al titolare della Farnesina. Sono fatti eticamente e politicamente insostenibili per chi guadagna 550 mila euro l’anno, ben quattro volte la vituperata indennità della casta».

Idv: «Un cronista d’alto mare»

«Siamo certi che Masi, che ha a cuore il bilancio dell’azienda pubblica e che è noto per la sua imparzialità, provvederà almeno a sospendere Minzolini come solertemente ha sospeso Loris Mazzetti reo di aver fatto un programma di successo» ha auspicato il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, «Minzolini avendo lavorato, spesso in zone esotiche, per 129 giorni nell’arco di un anno, non sarebbe offensivo chiamare “reporter d’alto mare”».
Poi il portavoce dell’Idv ha aggiunto: «Se il direttore del Tg1 non è in grado di spiegare la natura dei suoi rapporti con la Royal Caribbean e le folli spese da lui effettuate ha il dovere di dimettersi. Abbiamo presentato un’interrogazione al direttore generale della Rai e al presidente Garimberti per chiedere a quale titolo i dirigenti della multinazionale americana sono stati ospitati per sei volte in pochi mesi negli spazi del Tg1».