Il sonno ci fa belli

Gea Scancarello
27/12/2010

Uno studio dimostra il legame tra riposo, salute e appeal.

Il sonno ci fa belli

Walt Disney aveva già capito tutto. A quella poveraccia di Cenerentola, che passava il giorno a spaccarsi la schiena, dormiva poco e in una soffitta umida, non hai mai fatto un complimento. Quell’altra, invece, si è punta con un fuso, ha passato un’eternità a riposarsi in un castello e quando si è risvegliata ecco arrivare La Bella Addormentata. Roba da rimanerci male, siamo onesti. Eppure l’intuizione del vecchio Walt non era poi così sbagliata. Dormire rende sani e belli: o almeno, così sembriamo agli altri. Parola di scienziato.

L’esperimento su 22 volontari

Cinque ricercatori dell’Università di Stoccolma lo hanno provato con uno studio, pubblicato sul British medical journal. Per tre mesi, hanno manipolato il sonno e la veglia di 22 cavie, ugualmente divise tra donne e uomini. Alcuni giorni ai volontari veniva chiesto di coricarsi a orari prestabiliti e puntare la sveglia dopo otto ore, in altre occasioni non toccavano il letto per 31 ore di seguito.
9 MILA OSSERVAZIONI. Dopo la terapia choc, i 22 sono rimasti 120 minuti chiusi in una stanza, affinché sole e luce non influissero sull’incarnato; successivamente un fotografo ha piazzato l’obiettivo a 14 millimetri dal loro viso per riprenderne l’aspetto con fedeltà totale. Infine, le immagini ottenute sono state mostrate a  65 persone comuni, chiedendo loro di valutare lo stato di salute e l’attrattività dei soggetti ritratti. Tutti le valutazioni, circa 9 mila note, sono state poi incrociate statisticamente. Da cui la scoperta: chi più dorme, più appare sano e bello. Si disperino gli insonni (o facciano incetta di camomilla).

Il risvolto sociale della stanchezza

I ricercatori hanno stabilito che esiste una correlazione diretta tra la stanchezza, la salute e la attrattività, almeno nello sguardo della gente. Da un lato chi sembra più sano appare anche più bello; dall’altro chi è più stanco risulta meno attrattivo e più malaticcio. In tutti i casi, la stanchezza è il fattore cruciale. D’altra parte il sonno è un processo omeostatico, con conseguenze scientificamente provate sulle funzionalità cognitive, fisiologiche e comportamentali. Tutte in chiave negativa: meno sonno, più difficoltà.
CHI È RIPOSATO OTTIENE GIUDIZI POSITIVI. Adesso sappiamo che una notte in bianco rende anche più brutti: cosa che peraltro sarebbe pronto a sottoscrivere chi si sia guardato allo specchio dopo ore passate a rigirarsi nel letto. La novità è però la componente sociale nella valutazione sulla stanchezza. Istintivamente, le persone tendono a formulare un giudizio sul viso degli altri, bollandolo come affaticato, non sano o non attraente, e comportandosi di conseguenza.
Quando ci presentiamo agli altri, per esempio prima di un colloquio di lavoro o un appuntamento galante, queste considerazioni andrebbero tenute a mente, hanno suggerito i ricercatori. Il capo tende a trattarci diversamente, se ci percepisce stanchi e meno attenti. Un potenziale partner potrebbe rifiutarci la sua compagnia, preoccupato che il nostro aspetto malaticcio si trasmetta sui nostri geni.  
POCHE ORE FANNO LA DIFFERENZA. Oltretutto, ha sottolineato l’equipe di Stoccolma, perché l’insonnia inizi a segnare il nostro viso facendoci perdere punti in sex appeal e salute percepiti, non ci vuole una settimana di stravizi. «Anche piccole deviazioni dal sonno normale vengono associate con il rischio di problemi di salute e minore longevità. Basta privarsi di un paio di ore di sonno per scatenare cambiamenti».
Insomma, proposito numero 1 per il 2011: dormire di più, dormire meglio.