«Il tassista assalito da più persone»

Redazione
11/10/2010

Tensione altissima, minacce, aggressioni ai testimoni. È questo, a Milano, l’incredibile bollettino all’indomani del pestaggio al tassista Luca Massari, ridotto in...

«Il tassista assalito da più persone»

Tensione altissima, minacce, aggressioni ai testimoni. È questo, a Milano, l’incredibile bollettino all’indomani del pestaggio al tassista Luca Massari, ridotto in coma dopo aver investito un cane.
L’autore dell’aggressione non sarebbe stato solo Morris Michel Ciavarella, il 31enne con precedenti per lesioni arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato da futili motivi e crudeltà ma un gruppo di diverse persone. Gli inquirenti parlano di «impressionante livello di omertà» nel quartiere dove si è verificata l’aggressione, tra le zone Ripamonti e Stadera.
Le prime testimonianze avevano riferito del tassista come caduto da solo, poi con una semplice spinta. Ma i referti medici dell’ospedale Fatebenefratelli hanno smontato queste ipotesi: oltre ad avere il cranio sfondato, il tassista Luca Massari, ancora ricoverato in rianimazione all’ospedale Fatebenefratelli,  ha un’emorragia interna ai polmoni, la milza spappolata e i denti rotti. Le sue condizioni sono stazionarie, è sempre in coma farmacologico e sottoposto ad assistenza ventilatoria.
Secondo l’ultimo bollettino dell’ospedale, le risposte neurologiche dell’uomo agli stimoli «non sono variate. Il monitoraggio conferma la presenza di un edema cerebrale sulla cui evoluzione si potranno dare informazioni più precise nelle prossime 48-72 ore». Il prossimo bollettino medico verrà diramato martedì alle 12.

Nel quartiere intimidazioni e omertà

Al pestaggio avrebbero assistito decine di persone, ma solo quattro o cinque hanno accettato di ricostruire i fatti davanti agli inquirenti; a uno di loro è stata bruciata l’auto, ad altri sono state rivolte minacce, di persona, per telefono, al citofono di casa. Un’intimidazione di stampo mafioso ha colpito anche il fotoreporter Maurizio Maule dell’agenzia Fotogramma che dopo aver scattato alcune foto all’auto incendiata è stato a sua volta aggredito da uno sconosciuto lunedì pomeriggio, riportando una sospetta frattura al setto nasale.
Altri due ragazzi di 21 e 24 anni sono stati indagati a piede libero con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale per aver minacciato gli agenti di polizia intervenuti dopo l’aggressione al fotografo.
Intanto emergono i primi dettagli sull’interrogatorio reso dall’arrestato agli inquirenti: «Mi ha fatto venire i nervi e allora l’ho picchiato» si sarebbe giustificato Morris Michael Ciavarella, condannato tre anni fa a una multa per lesioni dal giudice di pace. Il pm Tiziana Siciliano, titolare dell’inchiesta, dovrà inoltrare nelle prossime ore all’ufficio del gip la richiesta di convalida del fermo. Il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, si è recato in visita alla vittima dell’aggressione, trattenendosi con i familiari e assicurando la massima rapidità nelle indagini.

Il sindaco: lavoriamo a risposta sulla sicurezza

Secondo il vicensindaco di Milano Riccardo De Corato «la gravissima notizia che alcuni testimoni dell’aggressione al povero tassista abbiano avuto la macchina bruciata e siano stati oggetto di pesanti minacce deve suonare da campanello d’allarme. E dovrebbe determinare un’immediata risposta da parte dello Stato in quel quartiere. De Corato ha aggiunto: «Abbiamo fatto un bando per estendere l’installazione delle telecamere sui taxi ma ci vuole qualche strumento in più».
E rispondendo alle critiche del centrosinistra, che ha accusato la giunta di fallimento sulla sicurezza, il sindaco Letizia Moratti ha annunciato: «Ora stiamo lavorando a una proposta per potere avere tutti i tassisti collegati con la nostra centrale oltre che con la loro».