Ilaria Salis chiederà i domiciliari anche in Ungheria. Il padre: «Ha cambiato idea»

Redazione
12/02/2024

L'insegnante antifascista è accusata di aver aggredito due estremisti di destra. L'ambasciata ungherese a Roma ha pubblicato su Facebook una lettera per segnalare «una rappresentazione particolarmente distorta e sproporzionata» che «una parte significativa» dei media italiani ha dato del caso.

Ilaria Salis chiederà i domiciliari anche in Ungheria. Il padre: «Ha cambiato idea»

Ilaria Salis, accusata di aver aggredito due estremisti di destra, presenterà una richiesta per avere i domiciliari in Italia o, in subordine, in Ungheria. Il padre, Roberto Salis, ha spiegato all’Ansa: «Ilaria ha cambiato idea visto che da più parti è arrivata questa richiesta di fare istanza per i domiciliari in Ungheria. Adesso dobbiamo trovare una casa a Budapest e poi presenteremo la richiesta. Mi aspetto che le istituzioni italiane ribadiscano al governo ungherese che nel nostro paese la stampa è libera e non sono gradite ingerenze straniere sul lavoro dei giornalisti italiani».

L’ambasciata ungherese in Italia: «Rappresentazione distorta»

La lettera a cui si fa riferimento è quella inviata dall’ambasciatore ungherese a Roma, Adam Kovacs, che è stata indirizzata ai media e successivamente pubblicata sulla pagina Facebook dell’ambasciata. L’ambasciatore lamenta «una rappresentazione particolarmente distorta e sproporzionata» che «una parte significativa» dei media italiani ha dato del caso Salis, «soprattutto nella valutazione del sistema giudiziario ungherese, tale da far sorgere il dubbio che i commenti editoriali siano stati mossi esclusivamente da considerazioni politiche, oltre che ideologiche, dirette a mettere in cattiva luce le relazioni italo-ungheresi».

Ilaria Salis ha visionato i video della presunta aggressione 

Dopo 12 mesi dal suo arresto, Ilaria Salis ha potuto finalmente visionare i video che secondo l’accusa costituiscono la prova regina della sua colpevolezza perché riprendono le due aggressioni ai danni di un ungherese e due tedeschi, tutti neonazisti, avvenute tra il 10 e l’11 febbraio 2023. «Si tratta di un hard disk da 10 terabyte che vanno visti tutti perché non si sa l’accusa a quale spezzone voglia far riferimento – ha spiegato il padre – Fino ad ora li aveva ma non le era stato concesso di visionarli, giusto per inquadrare lo scenario nel quale si svolge questo processo».