Ilva, Clini: «I 146 mln già stanziati non bastano»

Redazione
21/08/2012

«I 146 milioni di euro già stanziati servono solo per alcuni di questi interventi, sicuramente non coprono tutto il ciclo...

Ilva, Clini: «I 146 mln già stanziati non bastano»

«I 146 milioni di euro già stanziati servono solo per alcuni di questi interventi, sicuramente non coprono tutto il ciclo di investimenti necessari».
Ad affermarlo è stato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ai microfoni di Rai Radio Uno parlando deglia impegni della proprietà dell’Ilva per la messa in regola dell’impianto di Taranto.
STANDARD EUROPEI. «Ferrante ha detto che l’azienda vuole continuare a produrre a Taranto, e se vuole farlo gli investimenti sono necessari», ha aggiunto il ministro.
«Gli interventi necessari per eliminare il rischio ambientale a Taranto sono interventi sugli impianti che in gran parte coincidono con l’ammodernamento delle tecnologie di produzione. Perciò sono cose che l’azienda deve fare anche per adeguarsi agli standard europei, non solo perché noi glielo imponiamo».
VALUTARE CASO PER CASO. Sulla chiusura degli impianti Clini si è detto d’accordo con la linea del tribunale del Riesame. 
«Il mantenimento della produzione deve essere valutato caso per caso, ci vuole una valutazione tecnica. In certi casi può essere che tenere gli impianti aperti significhi dare anche continuità alla produzione senza pregiudicare gli interventi di risanamento. Ma se in altri casi gli impianti dovranno essere messi al minimo tecnico per poter fare tutte le operazioni necessarie al risanamento, qui evidentemente la produzione verrà azzerata o ridotta drasticamente».
NUOVA AUTORIZZAZIONE A FINE SETTEMBRE. «Il problema vero però ora è fare in fretta tutte le operazioni di bonifica che richiedono interventi tecnologici e modifiche dei sistemi di gestione», ha aggiunto Clini secondio cui la nuova autorizzazione dovrebbe essere rilasciata al più tardi entro la fine di settembre o la prima settimana di ottobre.
Il 20 agosto il ministro ha insediato il gruppo tecnico per definire gli ultimi dettagli.
«Si tratta di dire cosa bisogna fare, quali sono le tecnologie da usare, in che tempi devono essere messe in funzione e così l’azienda saprà che costi deve sostenere».
AVVIATO PIANO DI BONIFICA. In merito sal programma di bonifica il ministro Clini ha precisato: «A inizio settembre c’é l’esame parlamentare del decreto, entro il 30 settembre nuova Aia, già riuscire a chiudere questa procedura in tempo sarà una corsa velocissima, per l’autorizzazione precedente ci sono voluti quattro anni e mezzo». 
Quanto alla bonifica degli altri 44 siti inquinati italiani riportati nel rapporto di Iss e Oms, il ministro ha promesso interventi rapidi. 
«Appena insediati abbiamo semplificato le norme e le procedure che consentono la bonifica e abbiamo iniziato da Porto Marghera, Trieste, la laguna di Marano e Grado, ora siamo su Napoli e Bagnoli, Priolo e Taranto».