Ilva, dopo il vertice blitz dei carabinieri in fabbrica

Redazione
18/08/2012

di Roberto Buonavoglia Quattro ore di ispezione a sorpresa, nel cuore della notte, per verificare se l’Ilva si sta attenendo...

Ilva, dopo il vertice blitz dei carabinieri in fabbrica

di

Roberto Buonavoglia

Quattro ore di ispezione a sorpresa, nel cuore della notte, per
verificare se l’Ilva si sta attenendo alle disposizioni della
magistratura.
È quanto hanno fatto il 18 agosto, con i carabinieri, i tre
custodi nominati dal gip Patrizia Todisco che il 26 luglio
ha sequestrato gli impianti a caldo del
siderurgico per disastro ambientale
doloso e ha chiesto ai
custodi giudiziari una relazione settimanale.
Tecnici e carabinieri del Noe di Lecce hanno varcato i cancelli
dell’acciaieria più grande d’Europa poco prima della
mezzanotte scorsa e sono rimasti all’interno dello
stabilimento fino alle quattro del mattino.
ISPEZIONE E COLLOQUI CON GLI OPERAI. Hanno
ispezionato l’acciaieria 1 e 2 e il settore gestione rottami
ferrosi. Hanno annotato le procedure adottate dagli operai, hanno
seguito l’andamento della produzione in corso e hanno
documentato il tutto acquisendo relazioni di servizio.
Inoltre, hanno avuto colloqui con capiturno e operai.
Si è trattato dell’ennesimo accesso dei custodi guidati
dall’ing. Barbara Valenzano, responsabile degli interventi:
previste per il futuro breve altre ispezioni.
Il controllo è avvenuto poche ore dopo il vertice del 17 agosto,
a Taranto, presenziato dai ministri dell’ambiente e dello
sviluppo economico, Corrado Clini e Corrado Passera, in seguito
al quale il procuratore di Lecce, Giuseppe Vignola, ha dichiarato soddisfatto:
«Ora l’Ilva può rimanere aperta»
.
Nel frattempo è infuriata la polemica tra lo stesso Clini e Massimo
Cacciari
, dopo che l’intervista che l’ex sindaco di Venezia
ha rilasciato a
Lettera43.it.

Lavoratori e Fiom Cgil insoddisfatti dell’incontro coi
ministri

I risultati dell’incontro hanno ulteriormente diviso la
città. Non sono assolutamente soddisfatti i comitati cittadini
che hanno portato in piazza circa 2 mila persone per applaudire
il gip Todisco e contestare i politici locali. I
comitati hanno ritenuto insufficienti i 146 milioni di euro che
l’Ilva stanzierà
in favore dell’ambiente e hanno
giudicato fumo negli occhi la nuova Autorizzazione integrata
ambientale (Aia) che sarà pronta entro il 30 settembre e che,
secondo il governo, terrà conto di tutti i rilievi fatti dal
giudice.
«I 146 MILIONI NON BASTANO». «146 milioni?
Sono pochi», è sbottato Cataldo Ranieri, portavoce del comitato
cittadini e lavoratori liberi e pensanti, «servono miliardi di
euro per risanare Taranto. È bene che tutti sappiano che
Riva pensa solo al profitto e trascura tutto il resto: dalla
sicurezza sul lavoro all’inquinamento».
«Noi siamo operai dell’Ilva» ha aggiunto, «non ci possono
prendere in giro perché sappiamo cosa succede lì
dentro. È la logica della famiglia Riva che deve cambiare:
non può continuare a offendere la nostra intelligenza».
SPACCATURA TRA FIOM CGIL, CISL E UIL.
Insoddisfatta anche la Fiom Cgil che definito il vertice
interlocutorio, un punto di passaggio e soprattutto ha giudicato
a sua volta «insufficienti» i 146 milioni.
Posizione, questa, che ha accentuato la spaccatura esistente tra
i sindacati perché Fim Cisl e Uilm Uil hanno definito «positivo
e soddisfacente» l’incontro, tanto da optare per la tregua e
sospendere, almeno nei prossimi giorni, gli scioperi e i blocchi
stradali.
Del vertice si è detto soddisfatto l’arcivescovo di Taranto,
monsignor Filippo Santoro, che ha annunciato che «la Chiesa
vigilerà sugli impegni assunti».
IL SINDACO DI TARANTO RINGRAZIA MONTI. Dello
stesso avviso il sindaco, Ippazio Stefano, che ha inviato una
lettera di ringraziamento al premier Mario Monti: «Finalmente
l’Italia pone al centro del suo interesse le nostre
sofferenze», ha scritto.
E se il deputato della Lega, Giovanni Fava, ha chiesto quanto
costerà la bonifica ai contribuenti del Nord, il leader dei
Verdi, Angelo Bonelli, ha spiegato: «Per la bonifica del
quartiere Tamburi (il più vicino all’Ilva, ndr) sono
previsti solo otto milioni di euro contro i cinque miliardi (tre
pubblici e due privati) stanziati giustamente nei mesi scorsi per
Porto Marghera».
Dopo gli annunci e le divisioni ora la parola è passata alla
magistratura. La prossima settimana il tribunale del Riesame deve
depositare le motivazioni dell’ordinanza con la quale il 7
agosto ha confermato il sequestro degli impianti consentendo il
loro utilizzo ‘in funzione” dell’eliminazione
dei pericoli.

(Ansa)