Ilva, duello Clini-Cacciari

Redazione
18/08/2012

È duello al calor bianco tra l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e il ministro all’Ambiente Corrado Clini. Il caso...

È duello al calor bianco tra l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e il ministro all’Ambiente Corrado Clini.
Il caso Ilva ha fatto deflagrare lo scontro sulle responsabilità nel disastro dell’altro grande polo della chimica italiana, il petrolchimico di Marghera.
Il casus belli è stata l’intervista che Cacciari ha rilasciato a Lettera43.it, in cui il filosofo metteva in fila le analogie nella crisi dei due impianti e nelle inchieste che li hanno investiti per aver provocato danni alla salute dei lavoratori e disastro ambientale.
L’ACCUSA: CLINI TACE SULL’ILVA. L’ex primo cittadino di Venezia accusava Clini di non dire «ciò che sa», di aver taciuto sulle responsabilità di Eni, e di tacere anche su quelle dell’Ilva. «Clini in quanto ‘potente’ non farà mai una polemica in vita sua. Non l’ha fatta con l’Eni e non la farà con l’Ilva», ha detto al nostro giornale il filosofo.
La risposta del ministro, per anni medico dell’ambiente a Venezia, non si è fatta attendere.
UN TENTATIVO DI SCREDITARMI. «Per chi mi conosce l’intervista di Cacciari appare per quello che è: un maldestro tentativo di screditarmi e forse di intimidirmi nel momento in cui sono impegnato nella difficilissima situazione dell’Ilva di Taranto», ha scritto Clini in una lettera inviata alla redazione di Lettera43.it.
Poi, il ministro è andato al contrattacco, il giorno dopo il vertice di Taranto e il blitz notturno dei carabinieri in acciaieria.

 «Cacciari, un comunista potereoperaista»

Il titolare dell’Ambiente ha rivolto una lunga serie di interrogativi al filosofo, sul periodo in cui Cacciari era sindaco di Venezia e si consumava la crisi del petrolchimico Veneto.
«Dov’era Cacciari, allora sindaco di Venezia, quando ho testimoniato per l’accusa nel processo avviato da Felice Casson contro Enichem, ed ho richiamato i ritardi delle amministrazioni pubbliche per la prevenzione dell’inquinamento?», ha chiesto puntuto.
E ancora: «Se allora avesse ‘battuto un colpo’, forse avrebbe potuto dare un contributo positivo per la protezione della salute dei lavoratori di Porto Marghera, e forse anche per il futuro industriale di quel sito».
COMUNISTA PROTO-OPERAISTA. L’affondo, poi, si è fatto personale. Nell’intervista a Lettera43.it Cacciari pungulava Clini sull’amicizia del ministro con il primo dei socialisti veneziani, Gianni De Michelis. E il titolare dell’Ambiente ha risposto a muso duro.
«Evidentemente il comunista-potereoperaista Cacciari non poteva rischiare di condividere l’impegno e le battaglie di un medico del lavoro che aveva la colpa di essere un militante socialista della corrente della sinistra di Riccardo Lombardi. Per fortuna a Taranto non c’è Cacciari».

La replica dell’ex sindaco: «A Porto Marghera c’ero io. E tutti sanno come è andata»

Presa nota della replica del ministro, Cacciari ha affidato un ultimo messaggio a Lettera43.it.
«A Clini c’è poco da rispondere», ha dichiarato secco il filosofo.
«Perché a Porto Marghera insieme ai medici a fare le analisi c’ero io e non lui e tutti sanno come è andata a Porto Marghera e come si è comportato Clini». Non solo.
«Se poi il ministro è convinto che in Italia ci sia mai stata una politica industriale e che lui ne sia stato un artefice», ha concluso l’ex sindaco, «buon per lui».