Ilva, un ritorno solo a regime ridotto

Redazione
22/08/2012

Se l’Ilva potrà continuare a produrre, lo potrà fare solo con un livello molto basso, funzionale più al risanamento degli impianti...

Se l’Ilva potrà continuare a produrre, lo potrà fare solo con un livello molto basso, funzionale più al risanamento degli impianti che alla vera e propria attività di impresa.
È questo lo scenario verso cui sembra incamminato il siderurgico di Taranto, di proprietà della famiglia Riva, dopo che il Tribunale del Riesame, depositando le motivazioni sul ricorso presentato dall’azienda contro l’ordinanza di sequestro del gip del 25 luglio scorso, ha confermato il sequestro stesso.
IL RIESAME: LE EMISSIONI DEVONO CESSARE. Le emissioni inquinanti devono cessare, dicono i giudici del Riesame nel loro provvedimento di 123 pagine, e in questo c’è una sostanziale continuità con quanto già detto nell’ordinanza del gip, Patrizia Todisco, e quanto affermato dalla Procura di Taranto che all’Ilva ha dedicato una lunga e approfondita indagine. L’unico punto di novità è che il Riesame delega ai custodi giudiziali l’individuazione delle modalità tecnico-operative, da prospettare all’autorità giudiziaria, dicendo che lo spegnimento è una delle possibilità, e certamente non l’unica.
L’ILVA TORNERÀ A PRODURRE QUANDO SARÀ A NORMA. In questo modo viene quindi confermato che l’Ilva può restare in attività e in una fase successiva tornare alla normalità, solo se si mette a norma. Il come fare la magistratura ritiene di averlo già scritto e detto, quando rimanda alle prescrizioni tecniche e impiantistiche contenute nell’ordinanza del 25 luglio. Prescrizioni condivise anche dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, tant’è che ha già detto più volte di volerle recepire e “incorporare” nel testo della nuova Autorizzazione integrata ambientale all’Ilva – le regole di esercizio cui l’azienda si deve attenere – che il ministero si è impegnato a varare anche con un calendario di lavori della commissione tecnica abbastanza accelerato.
NUOVA RIUNIONE IL 27 A TARANTO. Infatti, dopo la riunione di lunedì a Roma, il 27 la commissione si riunirà a Taranto in Prefettura per la prima volta, venendo incontro ad una richiesta formulata dal sindaco Stefano. Oltre alle prescrizioni del gip, la nuova Aia conterrà anche le più avanzate tecnologie europee in materia di impianti che l’Italia dovrebbe recepire entro il 2016 nelle sue normative.
I SINDACATI: L’ILVA È DI FRONTE A UN PERCORSO STRETTISSIMO. Per i sindacati, che il 23 agosto a Taranto incontrano il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, è evidente che l’azienda è ora davanti ad un percorso strettissimo. Bisogna capire quanto l’Ilva è disposta a mettere in campo per i nuovi investimenti ambientali, misure che i giudici del Riesame hanno definito “onerose” e “imponenti” – prevedibile che si vada ben oltre i 146 milioni annunciati dall’azienda – , ma anche accertare come gestire la forza lavoro – 11.500 gli addetti di Taranto – nel momento in cui dovesse essere inevitabile, proprio per il risanamento, rallentare significativamente la produzione.
I CUSTODI IN PROCURA PER STABILIRE TEMPI E MODI.  Nelle stesse ore, nell’incontro che i custodi avranno con i vertici della Procura – che il Riesame ha sottolineato essere “l’organo dell’esecuzione” -, si dovrebbe capire anche meglio quali sono le soluzioni che si stanno prefigurando per adempiere al mandato conferito ai custodi e, quindi, tempi e modi di intervento sugli impianti delle sei aree messe sotto sequestro: aree che sono il cuore produttivo della fabbrica visto che qui insistono i parchi minerali con le materie prime, gli altoforni e le acciaierie.
Si tratta di gran parte del ciclo produttivo senza il quale l’area a valle, non sequestrata, dove ci sono i treni nastri, i treni lamiere e i tubifici, non può funzionare e non solo per una finalità di connessione produttiva, visto che dalle aree sequestrate arrivano i prodotti da trasformare poi in coils e lamiere, ma anche energetica, visto che l’energia necessaria a mandare avanti tutta l’Ilva viene dai gas di recupero delle acciaierie.