Cosa dice la nuova legge tedesca sull'immigrazione

Cosa dice la nuova legge tedesca sull’immigrazione

02 Ottobre 2018 08.51
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La Grosse Koalition tedesca ha raggiunto un'intesa al suo interno sulla nuova legge in materia di immigrazione. Il compromesso tra Csu-Cdu e Spd, arrivato nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 ottobre dopo mesi di trattative serrate, riguarda in particolare un punto a lungo discusso, e cioè che «in linea di principio si afferma una separazione tra asilo e migrazione economica». La nuova legge, che si pone l'obiettivo di attrarre nuova forza lavoro qualificata da Paesi esterni all'Unione europea, si ispira al modello canadese e, se approvata, renderà più complicato l'ingresso in Germania ai soggetti più poveri e meno istruiti.

SEI MESI DI TEMPO PER CERCARE LAVORO IN GERMANIA

L'accordo assicura che quanti hanno il diritto legale di chiedere asilo sotto la legge tedesca potranno continuare a farlo. Tuttavia, i cittadini extra-Ue senza elevati livelli di educazione e, possibilmente, una offerta di lavoro concreta avranno sempre più difficoltà a varcare i confini della Germania. «Non vogliamo immigrazione di cittadini non qualificati proveniente da Paesi terzi», recita il documento frutto del compromesso. Nel corso della conferenza stampa convocata la mattina del 2 ottobre per annunciare l'accordo e delinearne i contorni, il ministro dell'Interno Horst Seehofer (Csu), nel dirsi «molto contento» per l'intesa siglata, ha spiegato che i migranti provenienti da Paesi esterni all'Unione europea «avranno sei mesi per cercare lavoro in Germania».

I PREREQUISITI: DAL LIVELLO DI ISTRUZIONE ALLA CONOSCENZA DELLA LINGUA

Come accade in Canada, fa notare la Deutsche Welle, i migranti verranno classificati sulla base di una serie di prerequisiti: livello di educazione, età, competenze linguistiche, offerte di lavoro e «sicurezza finanziaria». Il documento, firmato dal ministro del Lavoro Hubertus Heil (Spd) e dallo stesso Seehofer, il quale da mesi spinge per una riforma del sistema di accoglienza (con annesse minacce di dimissioni), esplicita il bisogno di più lavoratori altamente qualificati e riconosce come quelli già presenti sul territorio tedesco stiano offrendo «un contributo importante alla competitività della economia» nazionale. «Oggi è un giorno di successo per la Germania, per l'economia e per la società», ha commentato il ministro dell'Economia, Peter Altmaier.

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