Imprenditore si toglie la vita

Redazione
14/10/2010

L’imprenditore di Trento Fabrizio Collini, 56 anni, recentemente coinvolto in un’inchiesta della procura trentina su presunte tangenti in appalti pubblici,...

L’imprenditore di Trento Fabrizio Collini, 56 anni, recentemente coinvolto in un’inchiesta della procura trentina su presunte tangenti in appalti pubblici, si è suicidato gettandosi da un viadotto dell’A26.
L’imprenditore avrebbe abbandonato la sua Audi in un parcheggio nell’area di servizio del Turchino sull’A26 e si è recato a piedi sul viadotto dal quale si è gettato. Sulla macchina l’imprenditore ha lasciato alcune lettere indirizzate ai suoi due figli e ai suoi due avvocati di Trento.
Con un patteggiamento a due anni e tre mesi di reclusione, aveva chiuso il 15 aprile del 2010 i suoi conti con la giustizia nell’ambito dell’inchiesta Giano Bifronte della Guardia di finanza di Trento su presunte tangenti in appalti pubblici in Trentino: aveva scelto il patteggiamento spiegando di non potere affrontare un processo per ragioni di salute.
Le accuse nei confronti di Collini erano di corruzione e turbativa. L’imprenditore aveva anche definito il risarcimento dei danni: 8 milioni di euro (allo Stato) erano stati pagati dalla Collini spa e da Fabrizio Collini in persona; 560.000 euro era invece il danno risarcito alla Provincia di Trento; 100.000 euro erano andati all’Istituto de Tschiderer di Trento e infine 60.000 euro all’Air della Rotaliana.
Secondo il pubblico ministero Pasquale Profiti, che coordinò le indagini della Guardia di finanza nel 2009, l’imprenditore si sarebbe procurato la lista delle imprese che la Provincia aveva invitato a presentare un’offerta: quattro di queste le avrebbe convinte a non partecipare.
Alle tre rimaste, Collini avrebbe fatto credere che le offerte sarebbero state numerose e, quindi, che l’appalto sarebbe stato assegnato con il sistema dell’offerta mediata. Invece alla fine le buste erano state solo quattro, tra cui quella della Collini che sparò un’offerta bassa, intorno ai 4 milioni di euro e si aggiudicò il lavoro con un ribasso del 30%.
Nei mesi precedenti Collini aveva già patteggiato un anno e due mesi di reclusione per i reati sessuali, contestati collateralmente all’inchiesta sugli appalti pubblici.

Gli avvocati increduli


Incredulità e stupore, oltre che tristezza per l’accaduto è stata espressa da uno dei legali di Fabrizio Collini, l’imprenditore trentino che si è tolto la vita in Liguria. «Nessuno se l’aspettava, ha affermato stasera Marco Stefenelli, nè io, nè la collega Monica Baggia, che mi ha dato la notizia e ha avvertito i familiari. L’aveva sentito martedì e ieri l’ha visto un collega di Milano. Non riusciamo a crederci. Sappiamo che ha lasciato un biglietto per noi, di cui però non conosciamo ancora il contenuto, oltre che parole per i familiari».
«Ogni volta che una persona coinvolta in una vicenda giudiziaria si toglie la vita, c’è sempre qualche problema irrisolto, a livello psicologico o giudiziario, e ciò fa tristezza» lo ha detto il procuratore capo di Trento, Stefano Dragone,