In 40 mila per Berlusconi

Delia Cosereanu
04/10/2010

Continua l'attacco del premier ai giudici.

In 40 mila per Berlusconi

Un lungo discorso scadenzato da parti comiziali, con attacchi violenti agli oppositori politici e alla magistratura, a battute da Bagaglino. Davanti alle 40 mila persone radunate in piazza del Cannone al Castello Sforzesco a Milano in occasione della chiusura della festa Pdl, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rispolverato quasi tutto il suo repertorio. 
La magistratura politicizzata è stato uno dei temi roventi toccati dal Cavaliere. «Serve l’immediata istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta», ha sottolineato,  proseguendo negli attacchi personali ad alcuni pubblici ministeri che lo vogliono «eliminare dalla vita politica», citando anche Fabio De Pasquale, il «famigerato» pm del processo Mills.
Proprio sulla giustizia, ha spiegato il premier, «si verificherà la lealtà» dei dissidenti di Futuro e libertà per l’Italia, «altrimenti, subito alle urne», cioè a gennaio, d’accordo con il leader della Lega Umberto Bossi. «Ma devono mandarci al voto i finiani», è stato il ragionamento che ha fatto Berlusconi con i suoi, «non possiamo caricarcene noi la responsabilità».
Alla fine del discorso non sono mancate le battute sugli avversari politici. «Di Pietro ha detto di aver ottenuto una laurea vera. Proprio questo mi ha fatto capire la necessità di una riforma dell’università», ha ironizzato Berlusconi. E poi: «Dice la sinistra: “Mandiamo a casa Berlusconi”. Ma avendone venti non saprei in quale casa andare».

Le reazioni

I finiani hanno confermato il loro appoggio all’attuale governo. Il capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino ha sottolineato che «non c’è bisogno della verifica giorno per giorno. Sul programma di governo il premier avrà sempre il nostro voto», alludendo alla riforma del fisco e agli interventi sull’occupazione e sullo sviluppo economico.
Un no deciso invece è arrivato quando si è parlato della magistratura: «l’Italia non ha bisogno di vedere il parlamento impegnato in una commissione d’inchiesta contro la magistratura», ha aggiunto Bocchino, «che per Futuro e libertà è baluardo di legalità e sicurezza. Se Berlusconi ha storture da denunciare le metta nero su bianco e le invii al Consiglio superiore della magistratura».
In risposta agli attacchi del premier, anche Michele Vietti, vicepresidente del Csm e parlamentare dell’Unione di centro, ha polemizzato il presidente del Consiglio: «Berlusconi parla di complotti contro il capo del governo che coinvolgono non solo i “pm comunisti” ma anche i gip, i giudici di primo e secondo grado, la Cassazione, la Consulta. Come se ci fosse una sorta di Spectre che in realtà esiste solo nei film di 007. E per sconfiggere la Spectre si invoca perfino una commissione parlamentare d’inchiesta».
Poi Vietti ha provato a smorzare i toni: «Se andiamo avanti così, ma questa è solo una battuta», chiarisce il vicepresidente del Csm, «credo che dovremmo aprire una pratica a tutela di Berlusconi contro le sue dichiarazioni. Dico questo proprio perché vorrei sminare il terreno. Per ora, comunque, non mi risulta che sia giunta al comitato di presidenza del Csm alcuna richiesta di apertura di una pratica a tutela».