In 7 mila ai funerali dei ciclisti

Redazione
07/12/2010

L’ultimo saluto ai sette ciclisti morti travolti da un’auto il 5 dicembre a Lamezia Terme è avvenuto di fronte a...

In 7 mila ai funerali dei ciclisti

L’ultimo saluto ai sette ciclisti morti travolti da un’auto il 5 dicembre a Lamezia Terme è avvenuto di fronte a 7mila persone radunate allo stadio D’Ippolito, l’impianto sportivo della città.
Nell’incidente hanno perso la vita Rosario Perri, di 55 anni; Francesco Stranges (51); Vinicio Puppi (48); Giovanni Cannizzaro (58); Pasquale De Luca (35), Domenico Palazzo (46), Fortunato Bernardi (58). Sono rimasti feriti Gennaro Perri, Fabio Davoli e Domenico Strangis.
La cerimonia funebre collettiva è iniziata con un lungo applauso. I feretri sono stati portati a spalla, preceduti da un gruppo di ciclisti che hanno fatto ala fino all’arrivo sul palco verde dove sono state sistemate le bare. Presenti nello stadio numerose scolaresche e molti cittadini, tanti gonfaloni delle principali istituzioni locali e regionali, di associazioni e istituti scolastici.
Tra tutti il gagliardetto della scuola media Giovanni Nicotera dove insegnava una delle vittime, Fortunato Bernardi. Presente anche la squadra del Cosenza Calcio in cui gioca uno dei figli di Bernardi, Alessandro. Tra la folla che ha assistito ai funerali ci sono stati anche dei malori. Alcuni ragazzi, probabilmente per il caldo e la tensione, si sono sentiti male e sono stati soccorsi dai volontari della Protezione civile e della Croce Rossa e, per precauzione, accompagnati in ospedale.
Accanto alle bare è stato esposto un grande striscione che recita: «Vi hanno strappato dalla terra nessuno vi strapperà dai nostri cuori».
La messa è stata celebrata dal vescovo di Lamezia Terme, Luigi Cantafora, dai sacerdoti delle parrocchie delle zone di residenza delle vittime e da altri religiosi della diocesi.
«Non è questo il tempo di puntare il dito o di cadere nei luoghi comuni», ha detto Cantafora nel corso dell’omelia, in riferimento all’uomo, di origine marocchina, che ha travolto con la sua macchina i sette ciclisti. «Piuttosto, chiediamo al Signore di saper accogliere la sua luce che viene dall’alto».