«In Italia ancora razzismo e xenofobia»

Redazione
24/01/2011

In Italia «la violenza razzista e xenofoba resta un problema pressante». A scriverlo è Human Rights Watch (Hrw), l’organizzazione con...

«In Italia ancora razzismo e xenofobia»

In Italia «la violenza razzista e xenofoba resta un problema pressante». A scriverlo è Human Rights Watch (Hrw), l’organizzazione con sede a New York che stila ogni anno un rapporto sulle pratiche dei diritti umani a livello mondiale, illustrando i problemi principali in più di 90 Paesi. Nel paragrafo dedicato all’Italia si parla degli incidenti a Rosarno, del trattamento dei Rom e dei respingimenti affermando che «molti paesi hanno espresso preoccupazione sul razzismo e la xenofobia in Italia» durante il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite che si tenne nel febbraio scorso.
PREOCCUPAZIONE PER ROM E SINTI. Human Rights Watch aggiunge che «Rom e Sinti continuano a sopportare un alto livello di discriminazione e povertà nonché deplorevoli condizioni di vita sia nei campi autorizzati sia in quelli abusivi». Inoltre, secondo Hrw, l’Italia «ha continuato a deportare i sospetti di terrorismo in Tunisia, tra i quali Mohammed Mannai» nonostante i rischi di maltrattamenti, e «non ha concesso asilo a dozzine di eritrei respinti in Libia nel 2009». Nel rapporto di aprile scorso del Comitato europeo per la prevenzione della tortura, ricorda l’associazione, si afferma poi che «l’Italia viola la proibizione di respingimento quando intercetta barche di emigranti che cercano di entrare in Italia, restituendoli alla Libia senza selezionare chi ha eventualmente bisogno di protezione internazionale».
ACCUSE A ONU E UE. Il documento non risparmia accuse alle diplomazie di Onu e Unione europea. Tra gli esempi citati, quelli di Uzbekistan e Turkmenistan: in questo caso, l’Unione non è riuscita a esercitare sufficienti pressioni sui loro governi per favorire cambiamenti in un governo fortemente repressivo. «Le pressioni europee ci sono state»  sottolinea Hrw «solo verso quei governi nei quali il comportamento è stato talmente scandaloso, da far passare in secondo piano gli interessi in gioco: è stato così con la Corea del Nord, l’Iran e lo Zimbabwe».
LE VIOLAZIONI PIÙ GRAVI. Tra i Paesi considerati responsabili delle violazioni più gravi ai diritti umani, l’Egitto, responsabile di «diffuse discriminazioni» contro i cristiani copti e le altre minoranze religiose, e poi l’Iran, dove «la tutela dei diritti umani è peggiorata e il regime ha utilizzato la tortura e l’intimidazione per reprimere l’opposizione e le critiche e per consolidare il suo potere». Secondo Hrw la ‘rivoluzione del gelsomino’ in Tunisia,  che ha portato alla caduta del regime di Ben Ali, ha dato «una lezione» all’Unione europea e agli Stati Uniti sui rapporti con i dittatori.