In Italia il 50% delle carte prepagate d’Europa

Redazione
22/08/2012

La confidenza degli italiani con le carte di credito è ancora poca e così per gli acquisti hanno lasicato grande...

In Italia il 50% delle carte prepagate d’Europa

La confidenza degli italiani con le carte di credito è ancora poca e così per gli acquisti hanno lasicato grande spazio alle prepagate.
Secondo Cpp Italia, filiale della multinazionale inglese specializzata nei servizi di protezione delle carte di pagamento, nel nostro Paesi circola il 50% delle prepagate di tutta l’Unione europea.
TRIPLICATO DAL 2007. Un fenomeno ancora in crescita: a fine 2011 vi erano 14,2 milioni di carte e nell’ultimo anno l’incremento è stato del 14,8%.
Il dato è davvero rilevante però se si guarda dal 2007, quando erano 5,8 milioni: è quindi triplicato.
«IMPULSO DATO DA POSTE PAY». «Sono due», ha spiegato Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia, «le leve principali di questa peculiarità italiana: l’impulso dato negli anni da Poste italiane con la carta Postepay, e le cosi dette carte-conto corrente che ormai tante banche hanno lanciato nel nostro Paese».
Alla base del successo, secondo Bruschi, la scarsa confidenza degli italiani verso le carte di credito tradizionali e gli acquisti via internet, e la volontà di non legarsi a una banca e controllare le spese.
Una spiegazione che vale anche per le Sim prepagate dei cellulari, pure questo un fenomeno tipicamente italiano.
NEL 90% DEI CASI SI USA IL CONTANTE. In Italia, ha ricordato la società, si usa ancora il contante nel 90% dei casi contro una media Ue del 70%.
Mentre ogni italiano possiede una media di 1,6 carte di pagamento, i giapponesi ne hanno 12 a testa, sei coreani e americani, e più di due a testa i turchi.
«Secondo gli esperti», ha concluso Bruschi, «il mercato italiano potrebbe valere nel 2017 qualcosa come 30,6 miliardi di dollari, secondo soltanto a quello della Gran Bretagna (39,3 miliardi di dollari). Oltre alla preponderanza della componente consumer, questi strumenti di pagamento saranno utilizzati anche dalle aziende per dipendenti e clienti e dalla pubblica amministrazione per il pagamento di servizi pubblici e la distribuzione di benefici sociali».