In marcia contro il caporalato

Redazione
08/10/2010

«Non siamo solo braccia, siamo uomini». Per la prima volta i lavoratori stagionali, donne e uomini immigrati, pagati 10 euro...

In marcia contro il caporalato

«Non siamo solo braccia, siamo uomini». Per la prima volta i lavoratori stagionali, donne e uomini immigrati, pagati 10 euro al giorno per dodici ore di lavoro, scioperano contro i loro caporali. Succede tra Napoli e Caserta, in quella no men’s land dove, due anni fa, il 18 settembre del 2008, furono massacrati a colpi di pistola sei migranti africani innocenti.
L’8 ottobre, centinaia di immigrati senza diritti e senza cittadinanza hanno sfilato pacificamente per la strade di Baia Verde, Afragola, Villa Literno, Casal di Principe, Giugliano, Qualiano, Scampia, Pianura, occupando sedici rotonde tra Caserta e Napoli. Un gesto dal forte valore simbolico perchè è proprio a quegli incroci stradali che, ogni mattina all’alba, gli invisibili vengono “ingaggiati” dai caporali e portati sui luoghi di lavoro. Ma la mattina dell’8 ottobre, molti di loro hanno alzato le braccia espondendo cartelli di protesta contro lo sfruttamento: «Noi non lavoriamo per meno di 50 euro al giorno».
Il 9 ottobre, ci sarà un’altra manifestazione contro il razzismo, lo sfruttamento e le camorre a Castel Volturno. Sono attesi oltre 2000 immigrati, insieme a studenti, lavoratori italiani, associazioni. Appuntamento alle 10,30 alla stazione di Caserta.