La tragedia in California e l'ecologia degli incendi

La tragedia in California e l’ecologia degli incendi

19 Novembre 2018 09.48
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C’è una teoria secondo cui il nome California significherebbe proprio «calda come un forno». E può sembrare una tragica ironia, nel momento in cui l’ultima ondata di incendi che si è abbattuta sul Golden State ha oltrepassato il bilancio dei 77 morti e più di 1.000 dispersi.

«Gli incendi hanno trasformato la California in una zona di guerra», ha dichiarato lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea. L’aneddotica che impazza sulla stampa tende ovviamente a soffermarsi sulle ville delle star: quelle andate in fumo, come è accaduto a Gerard Butler o a Miley Cyrus; quelle che invece sono state salvate grazie all'intervento di pompieri privati, è il caso delle Kardashian. Ma a San Francisco, Sacramento e Oakland hanno dovuto anche chiudere le scuole per l’inquinamento dell’aria, e a San Francisco anche la iconica funivia.

ANCHE LA POLEMICA POLITICA DIVENTA ROVENTE

Ma oltre ai boschi si è fatta rovente anche la polemica politica per il tweet con cui Donald Trump ha minacciato di tagliare i cospicui fondi federali che la California riceve appunto per la cura forestale.

«Vigliacco» e «senza cuore», sono state alcune delle risposte arrivate in Rete. Mentre il deputato democratico californiano Ted Lieu ha ricordato che solo il 2% del territorio forestale dello Stato è gestito dallo Stato, e che comunque Trump i fondi per la gestione forestale li aveva già tagliati. Più precisamente secondo Brian K. Rice, presidente dei Vigili del Fuoco, le foreste dello Stato sarebbero per il 60% a gestione federale e per almeno un altro 25% private. «Gli incendi nascono e si diffondono non solo nelle aree boschive, ma anche in aree popolate e in campi aperti, alimentati dalla vegetazione secca, dal forte vento, dalla scarsa umidità e dalla morfologia del territorio», ha pure ricordato Rice. «Insomma, i disastri naturali non sono rossi o blu distruggono a prescindere dal colore politico».

IL CLIMA CALIFORNIANO SIMILE AL MEDITERRANEO

Forse allora è il caso di tornare a quella terra «calda come un forno». In realtà non c’è solo il caldo su una superfice che è oltre un quarto più di quella italiana e la cui collocazione subtropicale è complicata sia dall’influenza dell’oceano Pacifico sia dalla presenza delle montagne Rocciose. E dove le temperature vanno dai record mondiali di torrido nel deserto della Death Valley al fresco alpino delle vette. Non a caso nella bandiera della California campeggia un orso su un prato verde: non proprio un simbolo del clima subtropicale. Nel complesso, la media di tutti questi fattori origina una atmosfera di tipo mediterraneo. Non a caso, dopo il latte il secondo e il terzo prodotto della ricca agricoltura californiana come valore aggiunto sono due tipiche colture mediterranee come le mandorle e l’uva.

IL CHAPARRAL E L'ADATTAMENTO AL FUOCO

Caratteristica del Golden State è anche il chaparral: un tipo di vegetazione arbustiva sempreverde, parente stretto della macchia mediterranea. E avete presente come anche la macchia mediterranea vada a fuoco spesso? Gli ecologi spiegano che in effetti la macchia mediterranea è tale proprio perché nel corso dei millenni si è adattata ai continui incendi. La specie più spettacolare in questo senso è la quercia da sughero, la cui corteccia è una protezione dalle fiamme, mentre le radici riescono a trovare l’acqua a grande profondità. Ma più in generale nella macchia mediterranea sono diffuse sia la riproduzione vegetativa attraverso polloni radicali, sia la riproduzione da seme favorita dal fuoco. Gli uni sono dei getti che la pianta emette dalle radici quando la parte esterna viene danneggiata. L’altra avviene con semi che germinano più facilmente se esposti al calore, o se a contatto con carbone e ceneri. Al contrario, le specie che affidano la propria riproduzione agli animali nel corso del tempo si sono ridotte al minimo.

Mutatis mutandis, anche il chaparral è un tipo di vegetazione che sa convivere con il fuoco. Lo stesso nome deriva dalla chaparra: in spagnolo, un tipo di quercia cespugliosa. In inglese si parla invece di shrublands: un termine applicato anche alla macchia italiana, oltre che al maquis francese e al matorral spagnolo.

L'IMPORTANZA DELL'INCENDIO PERIODICO IN AGRICOLTURA

Già nel 2003 in California, dopo un’altra grave ondata di incendi, si era acceso tra gli esperti forestali un dibattito. Come osservarono molti di loro, è proprio grazie all’incendio periodico se nel chaparral si creano gli indispensabili nutrienti nel terreno. Da tener presente che una delle forme di agricoltura più antiche è quella pratica che in inglese viene chiamata slash-and-burn e in italiano debbio, e che appunto imita questo ciclo. Oggi la usano per esempio gli indios dell’Amazzonia (e anche agricoltori non indigeni) e gli abitanti delle colline del Sudest asiatico e che non a caso si chiamano jumma dal nome di questa tecnica. Sembra che anche gli antichi europei abbiano iniziato a coltivare in questo modo. I contadini bruciavano la vegetazione spontanea in modo da poter utilizzare le ceneri come fertilizzante per la successiva semina: un metodo efficace, a patto poi di migrare di tanto in tanto in un luogo diverso in modo da permettere al terreno già sfruttato di rigenerarsi. Nel dibattito del 2003 si discuteva appunto se il disastro non fosse stato causato dall'aver cercato di impedire gli incendi, e se non sarebbe stato meglio permettere e gestire qualche fuoco minore periodico, piuttosto che dover poi affrontare un rogo massiccio. Altri osservarono però che nella pratica ameno il 90% degli incendi in questione era stato provocato da un intervento umano diretto, e che dunque l’ecologia degli incendi non c’entrava nulla.

LA SILICON VALLEY E IL CONCETTO DI DISTRUZIONE CREATIVA

Natura, riscaldamento globale o tagli di bilancio? È probabile che il dibattito si riaccenderà – scusate il bisticcio – una volta spenti i roghi. Da ricordare comunque che in California c’è pure la Silicon Valley, e che gli analisti della New Economy hanno utilizzato proprio la metafora degli incendi del chaparral come metafora per illustrare le virtù delle crisi economiche periodiche in una chiave di distruzione creativa alla Schumpeter. «Questi crolli sono essenziali per la salute dell’economia della Silicon Valley come gli incendi sono essenziali nell’ecologia della Sierra Nevada: servono a stimolare il capitale intellettuale e a ridistribuire il capitale finanziario in modo più produttivo».

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