Chiesti ancora gli arresti per il sindaco di Bibbiano

Nuovi sviluppi sul caso degli affidi illeciti nella provincia di Reggio Emilia. Carletti, che si è autosospeso dal Pd, è accusato di abuso d'ufficio per affidamenti di incarichi legali.

10 Settembre 2019 22.30
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Un’indagine diventata arma da propaganda anti-Pd. Prima da Lega e Movimento 5 stelle quasi all’unisono, ora solo dai primi (visto che i secondi si sono alleati con l’ex “nemico”) e rispuntata persino durante la fiducia in Senato al Conte-2 per la maglietta della parlamentare del Carroccio Lucia Borgonzoni. Ma a che punto è davvero il caso Bibbiano al di là della macchina del fango messa in moto dai gialloverdi? Ci sono nuove richieste di misura cautelare per cinque indagati dell’inchiesta “Angeli e Demoni“, lo scandalo sul presunto giro illecito di minori scoppiato nel giugno 2019 in val d’Enza, nella provincia di Reggio Emilia.

La senatrice della Lega Lucia Borgonzoni.

Come anticipato dalla Gazzetta di Reggio, il sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare del fascicolo, ha presentato ricorso rispetto al rigetto del giudice di applicare gli arresti domiciliari sulla specifica vicenda degli incarichi di difesa dei minori in affido ai servizi sociali dell’Unione dei Comuni in questione. Destinatari delle richieste avanzate dalla procura sono l’avvocato reggiano Marco Scarpati, la dirigente dei servizi sociali, ritenuta dagli inquirenti una figura chiave dell’inchiesta, Federica Anghinolfi, il sindaco (sospeso dalla carica dalla prefettura e autosospesosi dal Partito democratico) del Comune di Bibbiano, Andrea Carletti, la responsabile dei servizi sociali Nadia Campani e l’istruttore direttivo amministrativo dei servizi sociali Barbara Canei.

SE ACCOLTO IL RICORSO DEL PM, ACCUSA RINFORZATA

Per tutti questi – accusati di abuso d’ufficio in concorso nel merito di questa precisa questione – il pm aveva chiesto già a giugno le misure, ma il gip Luca Ramponi aveva detto no all’istanza. Impugnata però dal magistrato che ora attende la decisione del Riesame di Bologna. Una decisione chiave per Carletti (su cui sempre il Riesame il 16 settembre deve pronunciarsi sull’appello presentato dall’avvocato difensore Giovanni Tarquini che chiede la revoca della misura) e Anghinolfi che sono attualmente ai domiciliari: se il Riesame dovesse infatti accogliere il ricorso del pm, l’accusa ne uscirebbe rafforzata, mentre al contrario potrebbero aprirsi diversi scenari. Così come per l’avvocato Scarpati che invece è indagato a piede libero.

PRESUNTI AFFIDAMENTI AD PERSONAM

Al centro di questa specifica vicenda vi è lo stralcio che vede sotto accusa gli affidamenti ad personam fino al 2015 («in contrasto con la natura occasionale degli stessi» come si legge nel capo d’imputazione), per poco meno di 15 mila euro. La procura contesta che «simulando l’effettuazione di una formale procedura a evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico di consulente giuridico a favore del servizio sociale, procedura, in realtà, intrisa di macroscopiche e gravissime irregolarità volte a favorire Scarpati». Ma nel mirino in questo contesto c’è anche Anghinolfi, perché firmataria delle determine relative alle nomine fiduciarie del legale, nonché Canei (per aver predisposto le determine di spesa) e su Carletti e Campani perché entrambi «in costante raccordo con la Anghinolfi e pienamente consapevoli della totale illiceità del sistema, disponevano la sistematica attribuzione di tutta la materia legale relativa ai minori affidati al Servizio sociale a un singolo soggetto».

GLI INDAGATI SONO SALITI A 30

Lo stesso tribunale del Riesame aveva inoltre accolto l’istanza per la revoca dei domiciliari da parte della difesa di Claudio Foti, lo psicoterapeuta arrestato per abuso d’ufficio nella vicenda “Angeli e Demoni”, coinvolto con altri professionisti di Hansel&Gretel, la onlus torinese che ha fondato e che si occupava di prendere in carico i bambini abusati in val d’Enza. Inizialmente erano 27 le persone iscritte nel registro degli indagati – recentemente saliti a 30 – e sei persone arrestate nel blitz di fine giugno dopo l’ordinanza emessa dal giudice di Reggio Emilia.

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