Le tre inchieste aperte dai pm siciliani su nave Diciotti

Le tre inchieste aperte dai pm siciliani su nave Diciotti

23 Agosto 2018 16.33
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Sono tre le Procure siciliane che indagano sul caso della nave Diciotti, l'imbarcazione della Guardia Costiera che ha soccorso un gruppo di migranti e che, dopo una sosta al largo Lampedusa per lasciare alcuni profughi in cattivo stato di salute, è rimasta ferma per giorni nel porto di Catania. In particolare, al ministro dell'Interno Matteo Salvini sono contestati dalla procura di Agrigento cinque capi di accusa. E il 31 agosto il pm Luigi Patronaggio ha inviato il fascicolo alla procura di Palermo, primo passaggio verso il tribunale dei ministri. «Cinquanta pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati, 30 anni di carcere come pena massima», ha twittato il vicepremier. «Di politici ladri, incapaci e codardi l'Italia ne ha avuti abbastanza. Contate su di me, io conto su di voi». Ecco il punto delle indagini.

AGRIGENTO INDAGA SALVINI PER CINQUE REATI

La Procura della Città dei Templi si era spogliata della parte dell'inchiesta sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, passata ai colleghi palermitani, e aveva iniziato a indagare per sequestro di persona e arresto illegale. Il 22 agosto, il procuratore Patronaggio è salito a bordo della Diciotti e ha eseguito un decreto di ispezione personalmente. L'obiettivo delle indagini è stabilire se vietando lo sbarco sia stata illegittimamente limitata la libertà personale dei profughi. Il 25 agosto è arrivata la conferma che per il fatto sono stati indagati Salvini e il capo di Gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi. L'informazione è stata comunicata in una nota dalla procura di Agrigento. L'impianto accusatorio si è poi aggravato.

PALERMO SU FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

La Dda di Palermo ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di migranti e l'associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nell'indagine, che per legge spetta alla direzione distrettuale essendo prospettati reati di sua competenza esclusiva, sono confluiti gli atti istruttori, principalmente esami di testimoni come i profughi fatti sbarcare a Lampedusa, inizialmente compiuti dalla Procura di Agrigento, primo ufficio inquirente a indagare sulla vicenda.

1. Fermati quattro presunti scafisti

Il 30 agoato il gip di Messina ha convalidato i fermi dei quattro scafisti che guidavano l'imbarcazione soccorsa dalla nave Diciotti della Guardia Costiera il 16 agosto e fatti sbarcare la scorsa settimana, a Catania. A tutti è stata applicata la custodia cautelare in carcere. I fermi sono stati disposti dalla Procura di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi. I quattro, tre egiziani e un bengalese, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violenza sessuale.

2. Identificati dai primi migranti fatti sbarcare

Ad accusare i quattro sono i migranti che viaggiavano sull'imbarcazione soccorsa dalla Diciotti. I pm di Palermo hanno acquisito i racconti dei primi 13 profughi fatti sbarcare per esigenze sanitarie dalla Diciotti a Lampedusa. Le loro testimonianze sono state confermate da alcuni dei minori sentiti subito dopo lo sbarco a Catania. Oltre a indicare chi era alla guida del barcone, le vittime hanno descritto il capo dell'organizzazione criminale che organizza i viaggi: di lui conoscono solo il nome Abdusalam. «Gli uomini di Abdusalam ci impedivano di allontanarci dalla prigione e violentavano le donne», hanno raccontato i testimoni riferendosi alle violenze subite durante la prigionia in Libia in attesa del viaggio verso l'Italia. Le indagini dei magistrati palermitani, che puntano anche a individuare anche i capi dell'organizzazione che gestisce la tratta di uomini, però non si fermano e nei prossimi giorni verranno sentiti anche i profughi sbarcati per ultimi a Catania, ospiti ora del centro di accoglienza di Messina.

A CATANIA APERTO UN FASCICOLO PER ACCERTAMENTI

I pm di Catania hanno invece aperto un fascicolo di "atti relativi": si tratta di accertamenti preliminari per vedere se siano ipotizzabili reati e che potrebbero poi portare alla apertura di un'inchiesta vera e propria. Mentre la Procura dei minori della città etnea ha attivato le tutele civili, che consistono nelle nomine dei tutori legali, per i ragazzi fatti sbarcare ieri. La vicenda è molto complessa dal punto di vista legale ed è difficile la qualificazione giuridica dei fatti e l'individuazione delle autorità giudiziarie competenti a indagare.

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