Cosa sappiamo sull’incidente aereo in Valle d’Aosta

25 Gennaio 2019 15.53
Like me!

La procura di Aosta ha disposto il fermo del 64enne Philippe Michel, il pilota francese dell'aereo da turismo che il 25 gennaio si è scontrato contro un elicottero, provocando la morte di sette persone e due feriti gravi. L'uomo è accusato di disastro aereo colposo aggravato e omicidio colposo plurimo aggravato. Le ricerche, che erano state sospese nella serata dell'incidente avvenuto alle 16 a quasi 3.000 metri di quota, sono riprese all'alba del giorno successivo quando sono stati rinvenuti gli ultimi due corpi. «Ci stavamo avvicinando alla zona di atterraggio, la manovra era già iniziata, all'improvviso ci siamo trovati davanti l'elicottero, non lo avevamo visto», avrebbe raccontato, secondo quanto appreso dall'ANSA, Michel, istruttore di volo di Mennecy. L'uomo era seduto nella parte posteriore dell'aereo, mentre davanti c'erano i due allievi, un belga di 51 anni e un francese di 59 anni, entrambi morti.

MORTI TUTTI I PASSEGGERI DELL'ELICOTTERO

Le vittime si trovavano tutte a bordo dell'elicottero, assieme a uno dei feriti. Tra loro ci sono il pilota dell'elicottero Maurizio Scarpelli, di 53 anni e la guida alpina che lo accompagnava Frank Henssler, di 49 anni, tedesco ma operante in Valle d'Aosta. Le altre tre vittime, non ancora identificate, sono passeggeri dello stesso elicottero. Sull'aereo c'erano tre francesi, il pilota e due allievi di cui uno ferito e due dispersi. I due sopravvissuti sono ricoverati in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Parini di Aosta, dove nel pomeriggio è stato attivato il piano per le maxi emergenze. La dinamica dell'incidente è ora al vaglio dei finanzieri del Sagf di Entreves. L'incidente aereo è stato segnalato al soccorso alpino valdostano che si è subito attivato per raggiungere il punto in cui potrebbero essere precipitati i due velivoli ed è stato inviato anche il "Gruppo taglio" dei vigili del fuoco per tagliare, appunto, le lamiere piegate dall'impatto e aprire la via ai soccorsi per liberare i feriti.

NESSUN PIANO DI VOLO PER L'ULTRALEGGERO

Dai primi riscontri risulta che l'elicottero della ditta Gmh, che effettua normalmente in zona le rotazioni con gli sciatori, stava decollando, quando all'improvviso si è incrociato con un SAN Jodel D.140 in fase di atterraggio. Il procuratore capo di Aosta Paolo Fortuna e il sostituto procuratore Carlo Introvigne hanno effettuato un sopralluogo: verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. L'ultraleggero proveniva dall'aeroporto savoiardo di Megeve (Francia), ma alla torre di controllo dello scalo regionale di Saint-Christophe (Aosta) non risulta alcun piano di volo ad esso riconducibile. L'ipotesi è che il pilota possa aver sconfinato abusivamente proprio per provare l'emozione di un atterraggio sul ghiacciaio del Rutor, meta ambita degli amanti del volo in montagna.

APERTA UN'INCHIESTA SUL CASO

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha disposto l'apertura di un'inchiesta di sicurezza e un team investigativo è atteso il 26 gennaio sul sito dell'incidente. L'allarme, giunto alla centrale unica di soccorso di Aosta alle 16.01, è stato dato da una guida alpina che non riusciva a contattare l'elicottero. Immediatamente è intervenuto l'elicottero della Protezione civile della Valle d'Aosta con le guide del soccorso alpino valdostano, mentre dal Piemonte sono partiti altri due velivoli in appoggio. Per estrarre i corpi dalle lamiere si è reso necessario l'intervento della squadra taglio dei vigili del fuoco di Aosta. «Si è trattato di un intervento difficile» spiega Paolo Comune, direttore del soccorso alpino valdostano, «per il numero delle persone coinvolte e per l'imminente tramonto del sole: abbiamo dovuto operare in velocità prima che arrivasse il buio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *