Incidente sul lavoro a Treviso, morta ragazza di 26 anni schiacciata da un macchinario

Redazione
15/11/2023

Sulla vicenda, avvenuta in una ditta di Pieve di Soligo, indagano le forze dell'ordine. È l'ennesimo caso di decesso durante le ore lavorative, ben 559 solo nel 2023.

Incidente sul lavoro a Treviso, morta ragazza di 26 anni schiacciata da un macchinario

Una ragazza di 26 anni e origini albanesi, Grishaj Anila, è morta in un incidente sul lavoro mentre stava svolgendo le proprie mansioni all’interno dell’azienda di surgelati Bocon di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso. Stando a quanto riportato dai testimoni, la giovane, che era anche vice direttrice dell’azienda, stava operando su un nuovo macchinario dell’imballaggio e, per cause ancora tutte da accertare, è stata colpita alla testa dal macchinario, con l’impatto che le ha schiacciato le vertebre cervicali.

È rimasta incastrata in un macchinario della ditta

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, con le forze dell’ordine chiamate a chiarire quanto avvenuto. Nella nota diffusa dai carabinieri si legge che Grishaj Anila è rimasta «incastrata, all’altezza del capo, in un macchinario della ditta», ma non sono stati forniti ulteriori approfondimenti sulla dinamica dell’incidente sul lavoro e, soprattutto, sulle sue cause. Subito dopo la tragedia, sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il personale Spisal, Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.

L’incidente potrebbe essere stato causato da un errore umano

La Procura della Repubblica di Treviso ha avviato un’inchiesta per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ma l’incidente costato la vita ad Anila Grishaj potrebbe essere stato causato da un errore umano. Lo si apprende da fonti investigative, secondo le quali il meccanismo che ha provocato il trauma mortale sarebbe stato azionato inavvertitamente da un collega della vittima. La 26enne si trovava in una posizione pericolosa, ma nella convinzione che il dispositivo fosse disattivato. La macchina è stata sequestrata.

Oltre 550 vittime sul lavoro da inizio 2023

Quanto avvenuto a Treviso ricorda la vicenda di Luana D’Orazio, operaia di soli 22 anni morta stritolata in un orditoio nel 2021 mentre lavorava in un’azienda di Prato. In quel caso, le successive indagini avevano evidenziato che il macchinario era stato modificato per farlo funzionare in maniera più veloce ed automatica. Non serve, purtroppo, andare così indietro nel tempo per trovare altre vittime sul lavoro. Nella stessa giornata dell’incidente di Treviso, c’è infatti da registrare anche la morte di un altro operaio di 59 anni, colpito un da un escavatore all’interno di un cantiere nel polo chimico di Ravenna. Sempre in quelle ore, anche due feriti sul lavoro, uno a Sedigliano, in provincia di Udine, dove un operaio è stato schiacciato da un mezzo pesante, e un altro a in Trentino, con un tecnico manutentore delle caldaie che è rimasto coinvolto in un’esplosione ustionandosi braccia e volto. Solo nel 2023, infine, sono state ben 559 le vittime sul lavoro in Italia, di cui 430 in occasione di lavoro (+4,4 per cento rispetto a luglio 2022) e 129 in itinere, (- 17,8 per cento rispetto a luglio 2022).