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Striscioni contro Salvini: indagata una coppia in Sardegna

Striscioni contro Salvini: indagata una coppia in Sardegna

L’accusa per l’attrice Paola Atzeni e il compagno è di vilipendio della Repubblica. Ora rischiano fino a 5 mila euro di multa.

28 Maggio 2019 14.24

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Alla vigilia delle Europee, avevano appeso al balcone della loro abitazione a Isili, nella Sardegna del Sud, uno striscione contro Matteo Salvini Giorgia Meloni. E ora, dopo il sequestro del lenzuolo da parte dei carabinieri, si ritrovano indagati per vilipendio della Repubblica.

SI RISCHIA UNA MULTA FINO A 5 MILA EURO

È accaduto all’attrice teatrale sarda Paola Atzeni e al suo compagno Bruno Pisci contro i quali, come ha confermato la legale della coppia, avvocata Giulia Lai, è stato aperto dalla pm Rossella Spano un procedimento penale. Nel lenzuolo incriminato, appeso nel centro del paese, c’era una scritta rossa: «Salvini e Meloni il vostro odio è cacca sterile». Un gesto che non era passato inosservato e che aveva attirato l’attenzione dei carabinieri che avevano sequestrato il lenzuolo. Ora i due, che hanno ricevuto il 27 maggio l’avviso di garanzia, rischiano una multa sino a 5 mila euro.

A GIOIA DEL COLLE LA PM HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE

A Gioia del Colle, nel Barese, dove in occasione del comizio di Salvini su due cavalcavia erano apparsi gli striscioni «Meglio lesbica e comunista che salviniana e fascista» e «Questa Lega è una vergogna, Pino Daniele» la pm Daniela Chimienti non aveva nemmeno convalidato il sequestro perché «l’uso dell’epiteto ‘fascista’ per caratterizzare l’ideologia politica del segretario di un partito leader di un movimento politico, in occasione o comunque in vista di un comizio elettorale da egli in tale veste tenuto, costituisce una normale critica politica anche se espressa in toni aspri».

Il magistrato era poi andato oltre chiedendo contestualmente l’archiviazione dell’indagine per vilipendio a carico di ignoti aperta dopo il sequestro dei carabinieri. In quel caso, secondo la Procura, gli striscioni non avevano «una portata e idoneità offensiva», «trattandosi di esternazioni del proprio convincimento politico, che notoriamente in tale ambito possono assumere toni aspri ed essere colorate dall’utilizzo di espressioni diffuse nel gergo corrente, prive di portata denigratoria del prestigio della funzione pubblica e dell’istituzione rappresentata».

LEGGI ANCHE: I contestatori di Salvini e il nodo dell’ordine pubblico

IL CASO DI MILANO

Milano una 33enne aveva appeso alla finestra lo striscione «Salvini amico dei mafiosi, nemico dei poveri». In quel caso la scritta era stata ritenuta troppo offensiva della questura. Così la donna che vive nel quartiere San Siro era finita nel registro degli indagati ma per diffamazione.

SALERNO INDAGINI IN CORSO PER TURBATIVA ELETTORALE

Anche a Salerno per lo striscione «Questa Lega è una vergogna» appeso il 7 maggio è stata aperta una inchiesta dopo la denuncia della Digos. Nel mirino due uomini, tra cui l’avvocato Ennio Riviello, che avevano chiesto alla proprietaria dell’appartamento di appendere lo striscione immediatamente rimosso. L’accusa è di turbativa elettorale.

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