I presunti soldi e favori a Palamara nel caso nomine

Secondo l'accusa al pm sono andati 40 mila per spingere una candidatura alla procura di Gela. L'anello di 2 mila euro all'amica della sorella, viaggi e regali: cosa dice l'inchiesta.

30 Maggio 2019 20.30
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Una tariffa di 40 mila euro per favorire nomine. E’ l’accusa nei confronti del pm della procura di Roma, Luca Palamara, indagato per corruzione. Quando rivestiva il ruolo di componente del Consiglio superirore della magistratura (Csm), Palamara avrebbe ricevuto quei soldi dagli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara per favorire la decisione di piazzare Giancarlo Longo a procuratore di Gela, non andata in porto. Trame che sono emerse dal decreto della perquisizione disposta dalla procura di Perugia nei confronti dell’attuale sostituto procuratore a piazzale Clodio.

«ATTO CONTRARIO AI DOVERI D’UFFICIO»

Palamara «quale componente del Csm riceveva da Calafiore e Amara la somma pari a euro 40 mila per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, ovvero agevolare e favorire il medesimo Longo (arrestato nel febbraio del 2018 nell’ambito dell’inchiesta su corruzione in atti giudiziari dalla procura di Messina, ndr) nell’ambito della procedura di nomina a procuratore di Gela alla quale aveva preso parte Longo, ciò in violazione dei criteri di nomina e selezione».

«UTILITÀ ANCHE ALLA SORELLA E ALL’AMICA»

Non solo. Risalgono al 2011, quando Palamara ancora non ricopriva ruoli al Csm, le utilità e i vantaggi economici elargiti nei suoi confronti dall’imprenditore Fabrizio Centofanti, sempre secondo la procura di Perugia. Stando alla versione degli inquirenti, le utilità erano destinate non solo al magistrato, ma anche alla sorella Emanuela e alla sua amica Adele Attisani.

«PAGATO UN SOGGIORNO A TAORMINA»

Oltre a un anello da 2 mila euro destinato alla Attisani, l’imprenditore avrebbe pagato, nel settembre del 2017, alla donna un soggiorno a Taormina. Soggiorni che Centofani, secondo l’accusa, avrebbe garantito allo stesso Palamara nel novembre del 2015 e nel febbraio e marzo del 2017 in una località toscana.

ALBERGO DOVE HA ALLOGGIATO PALAMARA CON LA FAMIGLIA

Centofanti avrebbe “fornito”, nel marzo e dicembre del 2011, una vacanza alla sorella di Palamara nell’hotel Campiglio Bellavista. Nel decreto di perquisizione si afferma che nello stesso albergo dal 26 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012 hanno alloggiato anche Palamara con la famiglia, così come avvenuto tra il 2014 e il 2015.

AGLI ATTI DUE BIGLIETTI AEREI ROMA-DUBAI

Agli atti dell’indagine due biglietti aerei, forniti da Centofanti, per un volo da Roma a Dubai per il pm romano e la Attisani oltre che due fatture per un viaggio a Favignana.

L’INTERCETTAZIONE CON UN INDAGATO

Nelle intercettazioni contenute nel decreto della perquisizione si sente il consigliere del Csm Luigi Spina – indagato per favoreggiamento e rivelazione di atti d’ufficio – dire a Palamara: «C’avrai la tua rivincita perché si vedrà che chi ti sta fottendo (…), forse sarà lui a doversi difendere a Perugia, per altre cose perché noi a Fava lo chiamiamo».
Luca Palamara

No adesso lo devi chiamare altrimenti mi metto a fare il matto


Luca Palamara

E Palamara: «No adesso lo devi chiamare altrimenti mi metto a fare il matto». Secondo quanto si legge nel documento, nella conversazione emerge «l’intenzione di Palamara di raccogliere informazioni compromettenti sul conto del collega Ielo (procuratore aggiunto di Roma, ndr)». Palamara avrebbe acquisito informazioni attraverso il commercialista Andrea Giorgio, consulente nominato anche all’interno della procura della Repubblica di Roma.

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