L’India intende inviare i propri astronauti sulla Luna nel 2040

Redazione
18/10/2023

Il primo viaggio con equipaggio nel 2025 con una spedizione di tre giorni. Prevista poi la costruzione di una stazione spaziale nei 10 anni successivi. Il primo ministro Modi chiede missioni su Marte e Venere: «In pochi anni compiuti progressi encomiabili».

L’India intende inviare i propri astronauti sulla Luna nel 2040

L’India si appresta a diventare sempre più protagonista della corsa alle stelle. Solo ad agosto, infatti, l’Isro (agenzia spaziale di New Delhi) ha scritto la storia facendo atterrare il primo rover sul polo Sud della Luna, battendo sul tempo la Nasa e i rivali della Russia. Una missione che, a dispetto di alcuni inconvenienti tra cui la mancata riaccensione del rover dopo la notte lunare, è stata comunque salutata con successo. Per questo, gli scienziati intendono alzare ancora l’asticella e puntare al primo viaggio con equipaggio umano del Paese entro il 2025. Nei successivi 10 anni sperano poi di costruire una stazione spaziale, prima di poter portare il primo indiano sulla Luna entro il 2040. «Abbiamo compiuto progressi encomiabili in pochi anni», ha postato su X il primo ministro Narendra Modi. «Stiamo lavorando per nuovi successi».

L’India e la corsa allo spazio, i prossimi test dell’Isro

Durante un incontro con il premier Modi, l’Isro ha presentato una serie di test in vista della sua missione Gaganyaan in programma per il 2025. In programma infatti 20 lanci di prova, il primo dei quali dovrebbe tenersi il 21 ottobre utilizzando un veicolo costruito ad hoc. Come anticipato dal Times of India, a bordo ci saranno tutti i sistemi fondamentali per la missione, da quelli per la decelerazione a quelli per il recupero, passando per gli strumenti di sicurezza e di salvataggio. Il volo, che dovrebbe durare un tempo limitato, si concluderà con un atterraggio nel Golfo del Bengala, dove sarà recuperato da una squadra della Marina. «Arriveremo a un’altezza di 17 chilometri raggiungendo una velocità di quasi 1500 chilometri orari», ha spiegato l’Isro. «Successivamente apriremo i paracadute e dirigeremo il veicolo in mare aperto, a circa 10 chilometri dalla costa di Sriharikota».

Nel 2025 i primi astronauti nello spazio, nel 2035 una stazione spaziale. E nel 2040 l'uomo sulla Luna. India prepara la corsa alle stelle.
Una veduta aerea dei veicoli spaziali dell’India (Isro, X).

«Sarà una pietra miliare per l’intero programma Gaganyaan», hanno sottolineato gli scienziati. «Il successo di questo volo porrà le basi per i restanti test senza pilota, prima di arrivare alla vera e propria missione con equipaggio dell’Isro». Nel 2025 infatti tre astronauti saliranno a bordo del veicolo HLVM3 del Crew Escape System, che raggiungerà l’orbita terrestre elevandosi fino a 400 chilometri di altitudine. Vi rimarranno per tre giorni prima di fare ritorno sulla Terra, atterrando nelle acque dell’Oceano Indiano. Sono già in corso le sessioni di addestramento per gli astronauti, che stanno progettando il viaggio con test di idoneità fisica e allenamento al simulatore di volo. Dovranno inoltre prendere familiarità con la microgravità per muoversi liberamente ed evitare infortuni, che dovranno anche saper curare con rapidità.

Una nuova stazione spaziale e l’uomo sulla Luna entro il 2040

La missione Gaganyaan sarà però solo il punto di partenza per un programma che si svilupperà per quasi 20 anni. L’India aspira alla creazione di una propria stazione spaziale, la Bharatiya Antariksha Station, già entro il 2035 e intende portare i suoi primi astronauti sulla Luna nei cinque anni successivi. Prima di allora, l’Isro dovrà però affinare lo sviluppo di un nuovo veicolo e una piattaforma di lancio adeguati, assicurandosi le migliori tecnologie a disposizione e laboratori di ricerca di ultima generazione. Un ruolo chiave sarà quindi ricoperto dalle recenti missioni Chandrayaan-3 e Aditya-1 (un satellite per studiare l’orbita solare lanciato a settembre), che gli scienziati e il primo ministro Modi hanno ritenuto «un grande successo per il Paese». Tanto da pensare di raggiungere, dopo la Luna, anche i pianeti Venere e Marte.