India, La sacra contesa

Redazione
30/09/2010

L’area di Ayodhya, nel Nord dell’India, sacra per indù e musulmani, sarà divisa equamente tra le due comunità. Così ha...

India, La sacra contesa

L’area di Ayodhya, nel Nord dell’India, sacra per indù e musulmani, sarà divisa equamente tra le due comunità. Così ha deciso l’attesa sentenza del tribunale di Allahabad, emessa il 30 settembre, che propone un compromesso salomonico alle due rivali.
Una decisione che non è andata giù ai fedeli dell’Islàm che, per bocca dei loro legali, hanno già annunciato che presenteranno appello. Brucia ancora, infatti, la distruzione della moschea Babri, eretta in quell’area e distrutta il 6 dicembre 1992 dai fondamentalisti indù causando la morte di 2000 musulmani.
Nei giorni scorsi le autorità indiane, che avevano inviato 200 mila soldati per presidiare l’area, avevano anche messo al bando l’invio seriale di sms e mms allo scopo di evitare la diffusione di appelli alla violenza interreligiosa.
La sentenza era attesa una settimana fa, ma la Corte suprema, accogliendo un’istanza del rinvio del giudizio, si era riservata di rimandare la decisione all’udienza successiva.
Ad Ayodhya, nel 1528 l’imperatore Babur fece costruire la moschea Babri sulle rovine di un tempio indù demolito per l’occasione. In quest’area sarebbe nato Rama, la settima incarnazione di Viṣṇu. Per questo motivo gli hindu considerano l’area sacra.
Rama è la più famosa e popolare manifestazione del dio supremo per la maggioranza dei fedeli induista del mondo, circa 900 mila, che si trovano oltre che in India, in Thailandia, Malaysia, Indonesia, Burma e Cambogia.

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