Indipendenza Catalogna, i fatti principali del 6 ottobre

Indipendenza Catalogna, i fatti principali del 6 ottobre

06 Ottobre 2017 08.10
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La resa dei conti per i tafferugli ai seggi di domenica primo ottobre, giorno del voto che ha sancito la volontà della Catalogna di separarsi dalla Spagna, è sempre più vicina.

Le imprese in fuga da Barcellona: Caixabank e Gas Natural

Il governo spagnolo ha approvato questa mattina un decreto che agevola il trasferimento delle sedi sociali delle imprese, ha indicato il ministro dell'economia Luis de Guindos. La misura agevola in particolare lo spostamento dalla Catalogna ad altre parti della Spagna delle aziende catalane che temono di restare fuori dall'Ue se ci sarà una dichiarazione di indipendenza. Il cda del colosso dell'energia Gas Natural ha risposto all'appello e ha deciso di trasferire da Barcellona a Madrid la propria sede sociale. Anche Caixabank, il primo istituto bancario catalano, il terzo in Spagna, ha deciso di spostare la sua sede da Barcellona a Valencia.

Il prefetto si scusa per le violenze della polizia

Il prefetto spagnolo Enric Millo ha «chiesto scusa» alla popolazione catalana per le violente cariche della polizia contro i seggi del referendum: «Ho visto le immagini e so che ci sono persone che hanno ricevuto percosse, spinte, e che c'è ancora una persona in ospedale. Posso solo chiedere scusa a nome degli agenti che sono intervenuti». Un giudice di Barcellona ha ordinato l'avvio di una inchiesta. Il magistrato ha deciso di indagare, dopo una denuncia del governo catalano, sull'operato della polizia in 23 centri elettorali nei quali risultarono ferite 130 persone.

Il capo dei Mossos rischia 15 anni

A pagare il prezzo più alto ora potrebbero essere i Mossos d'Esquadra, protagonisti non secondari del referendum con la loro scelta di non ostacolare il voto delle migliaia di persone che si sono recate alle urne. Il capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero e i presidenti delle grandi organizzazioni della società civile indipendentista Anc e Omnium, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, sono infatti stati interrogati da un giudice della Audiencia nacional che li ha dichiarati indagati per «sedizione» per le manifestazioni pacifiche di Barcellona. Con loro è stata interrogata anche l'intendente dei Mossos Teresa Laplana. Per il reato di sedizione sono previste pene fino a 15 anni di carcere. La procura, tuttavia, non ha al momento chiesto alcuna misura cautelare nei confronti degli interrogati.

MANCATO INTERVENTO IN UNA MANIFESTAZIONE. In particolare, Trapero deve rispondere per il mancato intervento al fianco della Guardia Civil il 20 settembre. Gli agenti inviati da Madrid stavano eseguendo delle perquisizioni nei palazzi delle istituzioni catalane. Mentre si trovavano all'interno del dipartimento dell'Economia, fuori dall'edificio si sono radunate migliaia di persone per protestare contro il tentativo di bloccare il referendum.

Martedì 10 ottobre Puigdemont in parlamento

Intanto, il presidente catalano Carles Puigdemont ha chiesto di intervenire il 10 ottobre davanti al parlamento di Barcellona per «informare sulla situazione attuale», hanno riferito fonti parlamentari. Solo 24 ore prima la Corte costituzionale spagnola aveva vietato la seduta prevista per il 9 ottobre, durante la quale Puigdemont avrebbe dovuto riferire sullo svolgimento e sulle conseguenze del referendum.

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