Influenza aviaria, centinaia di foche ed elefanti marini morti nell’Atlantico

Redazione
11/01/2024

Il virus H5N1 continua a diffondersi su scala globale, minacciando l’intero ecosistema. Particolarmente colpita Bird Island, a largo della Georgia del Sud. Gli animali avrebbero contratto la malattia cibandosi di uccelli infetti o a contatto con le loro feci.

Influenza aviaria, centinaia di foche ed elefanti marini morti nell’Atlantico

L’influenza aviaria continua a diffondersi su scala globale e a minacciare il mondo animale. Il virus H5N1 ha raggiunto l’Oceano Atlantico, dove sta mettendo a rischio la sopravvivenza di intere comunità di elefanti marini, foche e uccelli. Un team di virologi ha infatti confermato le prime infezioni su Bird Island, situata nell’area meridionale a largo della Georgia del Sud. Le prime documentazioni risalgono a ottobre 2023, ma circa due mesi dopo la situazione sembra essere peggiorata ed essersi allargata a più specie. «Occorrono controlli per eventuali mutazioni adattive ai mammiferi», ha spiegato al Guardian Marco Falchieri, esperto dell’Animal and Plant Health Agency che ha raccolto i campioni. «In tal caso infatti aumenterebbe il rischio anche per gli umani».

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Tosse e tremori, i sintomi dell’influenza aviaria su foche ed elefanti marini

Centinaia di elefanti marini hanno perso la vita fra novembre e dicembre 2023. Non va meglio per le foche orsine subantartiche che hanno presentato tracce del virus nel medesimo periodo. Fra i sintomi più evidenti ci sono tosse e tremori, oltre a secrezione oculare e nasale, un lento scuotimento della testa e problemi respiratori. «La ricaduta sull’isola in Georgia del Sud è frutto di quanto sta accadendo nel resto del mondo», ha aggiunto Ashley Banyard, collega di Falchieri. Gli scienziati dell’agenzia britannica sono riusciti anche a delineare i principali vettori di contagio che hanno portato alla diffusione della malattia. Gli elefanti marini e le foche avrebbero contratto l’infezione cibandosi delle carcasse di uccelli oppure entrando in contatto con le feci di esemplari malati. È quanto accaduto per esempio a dicembre in Alaska a un orso polare e ad almeno 20 mila leoni marini fra Cile e Perù.

Centinaia di foche ed elefanti marini morti per l'influenza aviaria nell'Atlantico. A rischio l'intero ecosistema subantartico.
La carcassa di un esemplare morto per l’aviaria sulle spiagge del Cile (Getty Images).

La diffusione dell’influenza aviaria merita la massima attenzione, soprattutto perché con un aumento dei contagi potrebbe minacciare il già fragile equilibrio dell’ecosistema nell’area subantartica. «Potrebbero essere potenzialmente a rischio popolazioni intere di uccelli e mammiferi marini», ha sottolineato Banyard. Le ha fatto eco Norman Ratcliffe, ecologista del British Antarctic Survey, secondo cui il virus è il principale nemico per le otarie orsine, il cui 98 per cento della popolazione mondiale abita sulla Bird Island. «La loro sopravvivenza è fondamentale anche per mantenere in salute altre specie animali nel mondo», ha detto l’esperto, chiedendo ulteriori studi in futuro. «Sappiamo che il numero di morti è molto più altro di quanto vediamo, dato che non è possibile fornire un dato preciso». A fronte di un quadro negativo, ci sono alcune buone notizie. L’aviaria infatti non sembra colpire i pinguini né altre specie che abitano la zona.