Il M5s ha detto che la Tav «evidentemente non si farà»

Il M5s ha detto che la Tav «evidentemente non si farà»

11 Marzo 2019 12.00
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Ma quindi la Tav si fa o non si fa? Dopo il nodo dei bandi risolto con la mediazione del premier Giuseppe Conte grazie a un escamotage giuridico e lessicale sul via libera revocabile alle procedure di gara, il Movimento 5 stelle resta sulla sua posizione fortemente contraria, convinto che il progetto ferroviario dell'Alta velocità Torino-Lione sia comunque da ritenersi affossato: «Alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni, è evidente che la Tav non si farà», ha detto Manlio Di Stefano, sottosegretario grillino agli Affari esteri, intervenendo la mattina di lunedì 11 marzo 2019 a L'Aria che tira su La7.

L'ITER PROSEGUE: VIA LIBERA DEL CDA DI TELT AGLI AVVISI

Intanto però il consiglio d'amministrazione di Telt, in video conferenza tra Roma e Parigi, ha dato via libera all'unanimità alla pubblicazione degli ormai famosi "avis de marchés", gli inviti a presentare candidatura relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base della Torino-Lione. Tutti i 10 consiglieri aventi diritto di voto si sono espressi a favore della presenza del rappresentante dell'Unione europea. Il cda della società italo-francese responsabile della realizzazione della nuova linea ferroviaria è durato poco più di quattro ore. La decisione di pubblicare gli "avis de marchés" era stata anticipata da Telt nella lettera di sabato 9 marzo al presidente del Consiglio Conte, per rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione europea del finanziamento per l'anno 2019.

CONTE DICE NO ALL'OSSESSIONE: «IL MIO PROBLEMA È LA RIPRESA»

Proprio Conte, a margine della sua visita a sorpresa al Roxy Bar alla periferia di Roma, è intervenuto sulla questione: «Lei è una, ma non siete in pochi tra i cittadini italiani ossessionati della Tav. Io ho un problema più grande: la ripresa dell'Italia, lanciare il sistema delle infrastrutture in Italia, magari con la Tav avessimo risolto il problema».

FICO: «NESSUNA FIGURACCIA CON L'EUROPA, GIUSTO DISCUTERE»

Dal canto suo un altro pentastellato, il presidente della Camera Roberto Fico, ha risposto al segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti – che aveva detto «non so se il governo tiene, ma stanno facendo pagare un prezzo enorme al Paese, alla fine la Tav si farà perché il vero capo del governo si chiama Matteo Salvini, ma è iniziato tutto con una nostra enorme figuraccia» – dicendo che non c'è stata «nessuna figuraccia con l'Europa. Ma si deve discutere le opere perché significa discutere dei soldi dei cittadini, quindi è giusto parlarne».

GLI IMPRENDITORI: «BASTA FAKE NEWS, SMASCHERIAMO LE BUFALE»

Il fronte sì Tav comunque non molla. Gli imprenditori di Confindustria Piemonte, lanciando una campagna informativa per smascherare le bufale attorno alla realizzazione di un'opera ritenuta «strategica per la competitività del sistema manifatturiero e per l'ammodernamento della rete di comunicazione che collega l'Italia all'Europa», hanno chiesto di fermare le fake news sulla Torino-Lione.

L'UE CHIEDE ALTRI PASSI AVANTI PER NON PERDERE I FONDI EUROPEI

L'Europa invece ha mandato un avvertimento al governo italiano: «La pubblicazione degli "avis de marché" è un primo passo necessario, altri ne serviranno» però per scongiurare il rischio di perdere i fondi Ue: lo ha detto un portavoce della Commissione europea rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla soluzione trovata dai gialloverdi. «Resta il fatto», ha spiegato il portavoce, «che se i lavori non proseguono come previsto a causa di ritardi di qualunque natura, i fondi Ue dovranno essere ridotti successivamente». L'Inea (Innovation and Networks Executive Agency), ricorda il portavoce, aveva detto che «se il tendering process non veniva lanciato prima del 29 marzo, era compromessa la possibilità che i lavori non fossero fatti entro la scadenza del grant agreement».

MOSCOVICI: «SPERO CHE GLI ITALIANI RESTINO IMPEGNATI»

«Spero che i nostri amici italiani valutino» il progetto Tav e «restino impegnati», perché «dire che questo progetto è negativo è un errore, è un grande progetto strutturale, importante per la Ue, la Francia e l'Italia, motivo per cui sono stati decisi importanti finanziamenti europei»: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo ai giornalisti all'ingresso dell'Eurogruppo.

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