La pagina Inps per la Famiglia presa di mira su Facebook

La pagina Inps per la Famiglia presa di mira su Facebook

C'è chi chiede i Pin e chi si lamenta per le soglie Isee. Le risposte virali del social media manager. 

18 Aprile 2019 09.31

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La pagina Facebook Inps per la famiglia, creata anche per dare risposte sul reddito di cittadinanza, è stata letteralmente presa d'assalto da migliaia di domande di utenti sulla nuova misura, ma anche da polemiche e battute contro il governo gialloverde. Tanto che è stato pubblicato un post chiarificatore: «In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia», si legge sul profilo, «risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte».

#Importante #atuttigliutenti

In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e…

Geplaatst door INPS per la Famiglia op Donderdag 18 april 2019

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LO SCAMBIO CON CANDY CANDY FORZA NAPOLI

Una esagerazione? A leggere certi commenti non proprio, anzi. Alcune delle richieste presentate dagli utenti sono anzi diventate virali e oggetti di veri e propri meme. Il social media manager, davanti all'insistenza, a volte ha risposto con toni leggermente sopra le righe. Come in questo scambio di battute con il profilo Candy Candy Forza Napoli: «Perché invece di ripetere le stesse cose non va sul sito inps e richiede il PIN che ci vogliono 5 minuti???». Risponde l'utente: «Non so farlo, l’avrei già fatto». E l’Inps: «Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?». E ancora. «Le ripetiamo che se usa FACEBOOK e si fa i selfie con le orecchie da coniglio sa anche richiedere un PIN».

In altri casi il profilo è stato costretto a minacciare di bannare utenti perché rispondevano alle domande al posto di Inps.

LAVORO NERO SU UN SOCIAL DELLA PA

C'è anche chi, senza rendersene conto e non coperto da un nickname "denuncia" un figlio che lavora in nero. «Mio figlio ha 26 anni mai lavorato (legalmente) dove può recarsi per avere delucidazioni sul reddito di cittadinanza?». L'Inps: «Innanzitutto le consigliamo di non scrivere che suo figlio ha lavorato in nero sul social della Pubblica amministrazione che dovrebbe fare i controlli perché sono costretto a inviare segnalazioni ai nostri ispettori».

«SE AVETE PROBLEMI RIVOLGETEVI AI VOSTRI POLITICI»

Infine, più di una volta, il profilo Inps ha dovuto stoppare sul nascere critiche nei confronti del governo gialloverde. «Vi ricordiamo che Inps applica la legge non la fa», si legge in risposta a una utente arrabbiata per le soglie Isee, «e quindi se avete problemi rispetto alla norma dovete rivolgervi ai vostri rappresentanti politici».

LA MOLTIPLICAZIONE DEGLI ACCOUNT FAKE

La marea di commenti e i meme hanno fatto sì che su Twitter nascessero account fake (come Inps per le famiglie) ancora più politically uncorrect. Profili che l'Istituto sta cercando di bloccare.

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