Sullo scudetto del 2006 Juve e Inter sono entrambe in torto

13 Dicembre 2018 17.12
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C'è una squadra che ha vinto uno scudetto ma poi si è scoperto che imbrogliava. E una squadra che quello scudetto non l'ha vinto, e non l'avrebbe conquistato comunque, eppure se l'è ritrovato cucito sul petto facendone un vanto. Quella del Campionato di Serie A 2005/06 è una storia tutta italiana che, grazie alla sentenza della Cassazione, finalmente si è chiusa, dopo 12 anni di accuse incrociate in cui nessuno, ma proprio nessuno, aveva ragione.

Non aveva ragione la Juventus, che si conta due scudetti in più facendosi beffe della giustizia sportiva che l'ha beccata mentre i suoi dirigenti (poi epurati e consegnati alla damnatio memoriae in un rinnovo societario che comunque non ha mai archiviato la questione) cercavano di orientare le scelte di designatori e arbitri. Non aveva ragione l'Inter, non tanto per essersi vista assegnare un titolo posticcio su ordine della Uefa, quanto per averne fatto un vanto fino al punto di sostenere, per bocca del suo (ormai ex) presidente Massimo Moratti che dei cinque scudetti di fila vinti tra il 2006 e il 2010, il più bello fu proprio il primo, quello che l'Inter non vinse mai.

I nerazzurri chiusero quel campionato al terzo posto, con 15 punti meno della Juventus e 12 meno del Milan, ma la retrocessione dei bianconeri e la penalizzazione di 30 punti dei rossoneri le consegnarono il titolo due mesi dopo la fine del campionato. I nerazzurri, che non vincevano un campionato da 17 anni, avrebbero potuto incassare con stile ed eleganza, senza troppe celebrazioni, e invece di quel campionato vinto senza vincerlo davvero fecero motivo di orgoglio. La Juve avrebbe potuto accettare la decisione della giustizia sportiva, e invece ha presentato innumerevoli ricorsi e – nel frattempo – ha fatto scrivere sul suo nuovissimo stadio di proprietà che aveva vinto due scudetti in più di quanti figurino nelle bacheche ufficiali.

Quello dello «scudetto di Cartone», o «degli Onesti» a seconda delle opinioni, è il punto più basso toccato da una delle più belle rivalità del nostro calcio. Dodici anni in cui le rispettive dirigenze si sono comportate alla stregua di tifoserie, scambiandosi accuse, sfottò, dispetti, dimostrando sostanzialmente di non saper vincere l'una e di non saper perdere l'altra. Oggi che questa storia si è chiusa definitivamente con la sentenza della Cassazione, c'è da augurarsi che sfumino anche tutte le polemiche di contorno. L'Inter si terrà il suo scudetto, ma sarebbe bello che non lo sventolasse più come se fosse il più bel trofeo mai alzato, la Juve dovrà riconoscere la sconfitta e sarebbe fantastico se la si finisse anche con la storia dei «+2 sul campo» che campeggiano fieri sopra l'entrata dell'Allianz Stadium. Utopia?

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