Le ultime novità sul caso del tifoso morto prima di Inter-Napoli

Le ultime novità sul caso del tifoso morto prima di Inter-Napoli

21 Gennaio 2019 16.30
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Ci sono novità sulla vicenda di Daniele Belardinelli, il tifoso interista ucciso a Santo Stefano prima di Inter-Napoli. Il capo dei Viking della Curva interista Nino Ciccarelli, finito in cella per rissa aggravata e altri reati nell'inchiesta della procura di Milano, ha ammesso la sua partecipazione agli scontri di quella notte di fine dicembre. Rispondendo solo ad alcune domande e con dichiarazioni spontanee davanti al Gip Guido Salvini nel carcere di San Vittore a Milano, il capo ultrà ha confermato anche di essere rimasto ferito, ma non ha voluto parlare di presunti ruoli organizzativi nel blitz.

CICCARELLI IN PASSATO CONDANNATO PER TENTATO OMICIDIO

Stando a quanto riferito dall'avvocato Mirko Perlino, Ciccarelli, uno dei sei arrestati nell'inchiesta, davanti al gip e davanti al pm Michela Bordieri ha raccontato, come già aveva detto in un interrogatorio in questura, di essere passato per caso in via Novara e di essersi poi unito agli amici ultrà negli scontri coi napoletani nei quali è rimasto anche lievemente ferito, come testimoniano immagini acquisite dalla Digos. Come spiegato sempre dal difensore, il capo dei Viking, con 12 anni di carcere alle spalle e anche una condanna per tentato omicidio, ha sostenuto di non essere stato presente a un incontro in un pub vicino a via Novara dove si radunarono, secondo l'accusa, molti ultrà e capi curva prima dell'agguato.

Ciccarelli, nell'interrogatorio durato circa un'ora, non ha risposto a tutte le domande e riguardo all'investimento di Belardinelli, poi morto in ospedale, avrebbe detto di non aver visto nulla. Nell'interrogatorio in questura aveva spiegato di aver visto soltanto un corpo a terra e successivamente il passaggio di due macchine. L'avvocato Perlino ha chiarito, inoltre, l'intenzione di avanzare un'istanza per la concessione dei domiciliari a Ciccarelli, arrestato nell'ultima tranche di misure cautelari assieme all'ultrà del Varese Alessandro Martinoli. Anche Martinoli davanti al gip aveva ammesso la partecipazione agli scontri e anche di aver ferito con un coltello un ultrà napoletano.

SECONDO IL RIESAME PIOVELLA DEVE RESTARE IN CARCERE

Intanto Marco Piovella, detto "il Rosso", arrestato il 31 dicembre 2018, deve restare in carcere. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Milano, respingendo l'istanza di scarcerazione della difesa e confermando l'ordinanza cautelare del gip Salvini. Oltre al capo dei Boys della curva interista, devono restare in carcere anche Francesco Baj e Simone Tira, altri due ultrà arrestati subito dopo i fatti.

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