Le intercettazioni di Virginia Raggi nell'inchiesta sui conti Ama

Le intercettazioni di Virginia Raggi nell’inchiesta sui conti Ama

L'accusa dell'ex ad della municipalizzata: pressioni dalla sindaca per portare i conti in rosso. Il Campidoglio smentisce. E la Lega per "vendetta" pronta a chiedere la testa della prima cittadina. 

18 Aprile 2019 14.43

Like me!

Spinto a portare in rosso conti di Ama, l'azienda che a Roma si occupa anche dei rifiuti. È quanto denuncia in un esposto l'ex amministratore delegato e presidente di Ama Lorenzo Bagnacani. Secondo un'anticipazione de L'Espresso on line l'ex manager Ama, congedato dall'amministrazione pentastellata nel febbraio scorso, ha spedito in procura un nuovo esposto dove accusa la sindaca Virginia Raggi perché, scrive l'Espresso, «avrebbe esercitato pressioni indebite su di lui e sull'intero cda dell'azienda, finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell'Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali».

LEGGI ANCHE: Il caos rifiuti a Roma e la crisi di Ama

«Devi modificare il bilancio come chiede il socio. Tu lo devi cambiare comunque, anche se ti dicono che la Luna è piatta», dice la sindaca nella registrazione di un colloquio avuto il 30 ottobre scorso con Bagnacani. L'audio è allegato all'esposto nel quale l'ex ad denuncia presunte pressioni ricevute per modificare il bilancio della municipalizzata dei rifiuti. Nella registrazione, anticipata dall'Espresso on line, quando Bagnacani chiede chiarimenti sulla vicenda e su come valutare la qualità del credito, la sindaca taglia corto: «Non devi valutare, se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare: tu lo devi cambiare comunque, anche se ti dicono che la Luna è piatta». In un incontro con Bagnacani del 26 novembre 2018 Raggi dice: «Io oggi non posso chiedere ai romani di aumentargli la Tari perché loro vedono grazie anche a quest'opera dei sindacati, degli operai che non hanno voglia di fare. Se loro si affacciano e vedono la merda in città, in alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenuto bene, in altre zone non c'è modo, non c'è modo. Allora quando ai romani gli dico, sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno, cioè metto la città a ferro e fuoco, altro che i gilet gialli».

L'AVVOCATO DI VIRGINIA RAGGI NON ESCLUDE QUERELE

Dura la replica di Virginia Raggi: «Io non approvo un bilancio che viene dichiarato irregolare nel quale viene chiesto di riconoscere e approvare un credito che il Comune di Roma non riconosce e che soprattutto garantisce premi a pioggia a quei dirigenti anche se la città è sporca. Mi dispiace, non funziona così». Intanto il 19 aprile l'avvocato della prima cittadina Emiliano Fasulo non esclude di querelare Bagnacani. «Attendiamo di leggere l'esposto presentato dall'ex ad di Ama per valutare se ci sono profili penali, come ad esempio la calunnia o la diffamazione, da parte dell'autore della denuncia».

IL CAMPIDOGLIO: «NESSUNA PRESSIONE, SOLO APPLICAZIONE DELLE NORME»

Il Campidoglio ha smentito la ricostruzione dell'ex ad Ama: «Non s'è stata nessuna pressione ma la semplice applicazione delle norme, il bilancio proposto da Bagnacani violava le norme e avrebbe garantito premi ad ad e dirigenti». Il «bilancio di Ama proposto dall'ex ad Lorenzo Bagnacani», è la spiegazione, «non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla Giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l'assessore al Bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l'assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall'ex ad». Inoltre «si sottolinea che più volte nel corso dello scorso anno Roma Capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama». Il Campidoglio sottolinea anche che «l'approvazione di quel bilancio non avrebbe rispettato la legge e avrebbe condotto al pagamento di premi per lo stesso ad, i dirigenti e i dipendenti».

LEGGI ANCHE: Salvini attacca la Raggi, il Pd ciurla nel manico

LA "VENDETTA" DELLA LEGA: «RAGGI SI DIMETTA»

«Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare», ha commentato secca la ministra per gli Affari regionali leghista Erika Stefani. «Per coerenza con le regole del Movimento ci aspettiamo le sue immediate dimissioni». Una presa di posizione più che scontata dopo la richiesta di dimissioni presentata da tutto il M5s e da Luigi Di Maio alla notizia delle indagini a carico del sottosegretario al Mit Armando Siri.

LEGGI ANCHE: Chi è Siri, il leghista che voleva curare la corruzione col buonsenso

Una nuova puntata nella guerra che Matteo Salvini sta conducendo a Roma. Da giorni, infatti, il vicepremier non risparmia bordate alla sindaca pentastellata. Annunciando un programma di governo contro il «disastro dell'amministrazione capitolina».

IL M5S: «DALLA LEGA GOFFA RIPICCA»

A quella che ha tutta l'aria di essere una vendetta leghista il M5s risponde: «È una goffa ripicca la richiesta leghista di dimissioni del sindaco Raggi. Goffa perché parte in un momento in cui peraltro non c'è nessuna notizia di indagine in corso, come scrive anche l'Espresso, mentre sull'indagine nei confronti di Siri sembra esserci la mafia di mezzo. Non scherziamo».

IL PD CAPITOLINO PRESENTA UNA INTERROGAZIONE URGENTE

Anche il Pd è partito all'attacco. «Da notizie stampa si apprende che l'ex ad e presidente di Ama Lorenzo Bagnacani avrebbe spedito al Tribunale di Roma un nuovo esposto nel quale accusa la sindaca in persona 'di aver esercitato pressioni indebite su di lui e sull'intero cda dell'azienda finalizzate a determinare la chiusura del bilancio Ama in passivo». Questa la premessa dell'interrogazione urgente presentata dal capogruppo del Pd in Campidoglio, Giulio Pelonzi che chiede alla sindaca Virginia Raggi «se rispondono al vero le gravi affermazioni attribuite all'ex ad» e «se rispondenti al vero, quali vantaggi con quelle operazioni di bilancio Ama ritenesse la sindaca di far conseguire all'amministrazione capitolina».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *