Perché la riforma del copyright non è un antidoto allo strapotere dei giganti del web

Perché la riforma del copyright non è un antidoto allo strapotere dei giganti del web

03 Aprile 2019 14.15
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«Conosci te stesso». Il monito di Socrate è forse una delle più celebri perle della filosofia antica. Era prezioso allora, è diventato preziosissimo oggi, perché a quel tempo se dimenticavi di dedicarti a conoscerti, la cosa peggiore che poteva capitarti era restare incompreso, un mistero per il resto dell'umanità. Oggi, invece, c’è chi ci fa concorrenza. Con una manciata di like ci sono algoritmi capaci di descriverci più accuratamente di quanto saprebbe fare il nostro coniuge. Con quanti like arriviamo a svelare i lati più nascosti del nostro inconscio permettendo a degli algoritmi di conoscerci meglio di quanto noi conosciamo noi stessi?

I SOCIAL MEDIA CI STANNO HACKERANDO

Le tecnologie generate dall’uso intensivo dei social media, l’enorme flusso di dati che noi stessi generiamo, consentono a governi e imprese di scoprire le password delle nostre emozioni. Ci stanno hackerando. Sono moltissimi i lati del nostro carattere che scopriamo solo con l’esperienza, col tempo, o con la terapia, liberandoci di schemi, sovrastrutture, o esperendo sensazioni mai avute prima. Non è semplice conoscere se stessi. Se chi vuole decifrarci arriva a conoscerci prima e meglio di quanto ciascuno riesca a conoscere se stesso, allora possono riuscire a venderci tutto ciò che vogliono – che sia un prodotto o un leader politico.

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LA CANCELLAZIONE DA FB DEI POST DI ZUCKERBERG

Il potere di tenere l’archivio storico e di poterlo riscrivere, o cancellare in caso di bisogno, viene raccontato da George Orwell in 1984, e oggi è realtà: Facebook ha annunciato di aver cancellato, per errore (?) tutti i post di Mark Zuckerberg. Considerando che fino al 2014 Facebook è stato l’unico contenitore ufficiale delle dichiarazioni del giovane imprenditore americano, la storia dell’azienda Facebook (acquisizioni, cambiamenti, scuse e obiettivi) dopo questo colpo di spugna è un foglio bianco, pronto per essere riscritto. Siete pronti a diventare protagonisti del romanzo distopico che si sta per scrivere intorno a noi? O è solo un promemoria sulla fragilità di Facebook come archivio delle nostre vite, esperienze, contatti?

MICROCHIRURGIA PROPAGANDISTICA DI PRECISIONE

La cosa che atterrisce è che le stesse tecnologie che ci rendono più facile realizzare i nostri ideali di società partecipata, democrazia consapevole, condivisione di informazioni, possono anche alterare quegli stessi ideali, indurci a desiderare ciò che altri vogliono che desideriamo, sfruttando le debolezze che hanno scoperto di noi e usandole per condizionarci. Propaganda e manipolazione sono vecchie come il mondo, ma se negli Anni 30 via radio, manifesti e giornali bisognava puntare al minimo comune denominatore trasversalmente, oggi è possibile fare microchirurgia propagandistica di precisione: un algoritmo può indovinare con precisione le vulnerabilità e i pregiudizi dei singoli cervelli, distillando e adattando il messaggio da recapitare.

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In un totale far west regolatorio negli ultimi 20 anni sono sorti e cresciuti, fino a diventare le più grandi aziende del mondo, dei veri e propri giganti della tecnologia. Anzi, per essere precisi dei giganti dei dati. Che però, in realtà, ci hanno di fatto derubato del vero potenziale di Internet. In una frenetica corsa di capitali spinti dall’avidità, in un florilegio di promettenti start-up, capaci di fare nuove forme di profitto, più che vere innovazioni, la visione utopica di un bene comune decentralizzato e democratico si è trasformata in una autocrazia distopica dove la Silicon Valley è diventata depositaria di tutto: potenzialmente può riscrivere ciò che è vero, cancellare ciò che è sgradito, è oggi il cuore depositario del nozionismo accessibile, ha la chiave per determinare ciò che è accessibile e per sorvegliare chi ha accesso a cosa e perché. Questa situazione minaccia non solo le nostre democrazie, ma l'integrità stessa della nostra personalità nell'era digitale e in Rete.

L'ANTIDOTO NON STA NEL COPYRIGHT

Abbiamo bisogno di un antidoto. Qualcosa che abbia caratteristiche chiare e semplici e obiettivi impossibili da fraintendere. Serve un'alternativa pratica e praticabile alla anomalia incarnata oggi dai giganti dei dati della Silicon Valley sulle società tradizionali. Da quasi un anno (maggio 2018) in Ue abbiamo la Gdpr, nata proprio per regolare il trattamento e la circolazione dei dati personali. Una risposta, necessaria e urgente, alle sfide poste dagli sviluppi tecnologici e dai nuovi modelli di crescita economica. Il 26 marzo 2019, l’europarlamento ha inoltre approvato la nuova riforma del copyright, che entrerà in vigore tra due anni. Nelle prossime settimane toccherà agli Stati membri approvare localmente le decisioni della Ue. Nel testo sono stati approvati 5 punti fondamentali:

  1. I contenuti caricati dagli utenti saranno responsabilità delle piattaforme ospitanti.

  2. I meme e le gif saranno esclusi dalla direttiva.

  3. I link contenenti articoli di attualità, accompagnati da brevi estratti, potranno essere condivisi.

  4. È prevista una quota di entrata per i giornalisti legata al diritto d’autore ottenute dal loro editore.

  5. Le startup avranno meno obblighi.

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Molti cittadini e creatori di contenuti hanno contestato aspramente la riforma, tra i cui principi ispiratori c'è la volontà di contenere lo strapotere delle piattaforme, introducendo l’obbligo di filtrare ogni contenuto caricato online attraverso il meccanismo della responsabilità. Molti ci vedono il rischio di una censura preventiva, in una visione più bonaria è un tentativo di contenere lo strapotere di aziende come Facebook, e di tutte le società che crescono con contenuti “regalati” dagli utenti e che al momento sono incentivate a diventare il ricettacolo di tutto, facendo profitti sul volume dei dati che riescono a campionare. Ma l'antidoto ai problemi elencati prima non sta nel copyright, sta nella caduta dei giganti. Proprio come nell’omonimo romanzo di Ken Follett, si tratta di colpire monadi troppo potenti e ricostruire un nuovo contesto. Un asteroide normativo che spazzi via gli enormi rettili che dominano la scena, favorendo piccoli mammiferi. Dai giganti dei dati alla tecnologia distribuita, isolata dallo scopo di lucro.

LE PAROLE CHIAVE SONO PEER-TO-PEER E COPYLEFT

Un nuovo contesto basato su parole chiave come peer-to-peer e copyleft, e che favorisce soggetti piccoli, semplici e modulari invece di tutelare operatori grandi, complessi e monolitici. La fine del Cretaceo di internet corrisponde al riportare la Rete sotto controllo degli individui, non di corporazioni o governi. Abbiamo davanti una doppia sfida da affrontare: difendere la democrazia liberale, non solo perché si è dimostrata una forma di governo più benevola di qualsiasi altra sua alternativa, ma anche perché pone il minor numero di limitazioni nel dibattito sul futuro dell'umanità. Allo stesso tempo, dobbiamo mettere in discussione le ipotesi tradizionali del liberalismo e sviluppare un nuovo progetto politico che sia più in linea con le realtà scientifiche e le potenze tecnologiche del XXI secolo. La nuova infrastruttura di Rete dovrà rispettare, proteggere e rafforzare l'integrità della persona, i diritti umani, la giustizia sociale e la democrazia. Forse potremo arrivare a concepire una organizzazione politica non gerarchica, con programmi non strettamente limitati all'ambito pratico. La nuova infrastruttura tecnologica non renderà miliardario nessuno, non ci serve un nuovo modo di creare altri Bill Gates e Jeff Bezos, ciò che serve è un contesto finanziato dai beni comuni, e finalizzato al bene comune. Ma per fare tutto ciò dobbiamo trovare il coraggio di avviare la caduta dei giganti.

*Dietro questo nom de plume si nasconde un manager finanziario.

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