Com’è andato l’interrogatorio del sindaco di Legnano arrestato

Fratus ha chiesto la revoca delle misure cautelari, al pari dell'ex vice Cozzi. Che agli inquirenti ha detto di aver agito «per il bene della città».

20 Maggio 2019 17.25
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Nomine «dirette e non politiche», fatte per il «bene della città». Così, durante l'interrogatorio di garanzia, hanno replicato Gianbattista Fratus e Maurizio Cozzi, rispettivamente ex sindaco ed ex vicesindaco di Legnano (Milano), alle accuse di corruzione e turbativa d'asta mosse a loro carico nell'inchiesta "Piazza Pulita" della Guardia di finanza di Milano e coordinata dalla procura di Busto Arsizio.

I due politici hanno risposto alle domande del gip di Busto Arsizio Piera Bossi mentre si è avvalsa della facoltà di non rispondere l'assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini, anche lei arrestata giovedì 16 maggio, che ha deciso di dimettersi. Nelle stesse ore, persone informate sui fatti si sono presentate dal pm Nadia Calcaterra, titolare del fascicolo di inchiesta con 11 indagati, per rendere dichiarazioni spontanee che potrebbero aprire nuovi spunti investigativi.

FRATUS È ACCUSATO DI AVERE MANIPOLATO DUE CONCORSI

Le loro rivelazioni, unitamente ai brogliacci con le conversazioni telefoniche tra i tre arrestati e altri politici di livello superiore di Lega e Forza Italia, intercettati a fine marzo quando il Comune era già a rischio commissariamento, sono al vaglio dei magistrati e potrebbero "chiudere il cerchio" su possibili nuovi e ulteriori profili di responsabilità. In attesa che il nuovo materiale venga esaminato, il Gip avrà cinque giorni per decidere sulla sussistenza o meno delle esigenze cautelari di Fratus e Cozzi, che ne hanno chiesto la revoca. Per motivarla il dimissionario sindaco di Legnano ora ai domiciliari – che è accusato di aver manipolato due concorsi (l'uno in una municipalizzata e l'altro per un ufficio comunale) e di aver designato la figlia di un candidato alle passate amministrative al Cda di una partecipata, in cambio del suo pacchetto di voti al ballottaggio – ha depositato una memoria con la quale, a quanto emerso, spiegherebbe che si sarebbe trattato di nomine dirette e non di concorsi pubblici.

COZZI HA AGITO «PER IL BENE DELLA CITTÀ»

Inoltre, come confermato dal suo avvocato Maira Cacucci, Fratus avrebbe negato ogni addebito rispondendo alle domande del Gip. Cozzi (il solo in carcere) ha parlato con gli inquirenti dicendo di aver agito «per il bene della città». Lo ha dichiarato il suo avvocato, che ha spiegato come «per noi era importantissimo far capire ai magistrati il senso delle intercettazioni telefoniche», nelle quali «magari si parlava di una cosa di 10 giorni prima, quando le intercettazioni non erano ancora partite». «Vogliamo emerga la verità e al mio assistito premeva spiegare cosa ha fatto e perché lo ha fatto», ha proseguito il legale, «l'interpretazione giuridica di questi fatti la daranno i magistrati». Parlando dei concorsi che sono valsi le accuse al vicesindaco, il legale ha detto che «il fatto che non siano nomine pilotate lo sanno benissimo anche i magistrati», perché «Cozzi non ha agito per sé, né per parenti e amici, e non ha agito per il partito perché queste non sono nomine politiche», ma si tratta di «interventi ai limiti delle procedure per garantire le persone migliori, questa è la verità dei fatti».

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