Silvio Berlusconi tra paura e voglia di tornare in campo

Silvio Berlusconi tra paura e voglia di tornare in campo

Il Cav non molla. Ricoverato al San Raffaele per un'occlusione intestinale, ha parlato col Corriere: «Ho temuto per la mia salute. Il M5s tiene sotto scacco Salvini».

05 Maggio 2019 07.53

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Un po' di paura per le proprie condizioni di salute, ma sempre con un occhio alle vicende politiche italiane ed europee. Silvio Berlusconi è tornato a parlare, ancora ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano per l'occlusione intestinale che lo ha messo ko il 30 aprile 2019.

«È stato molto doloroso, ora però è passato. Tutti sanno che i dolori e le disavventure fisiche non mi hanno mai fermato. L'unica malattia inguaribile che mi affligge da sempre è l'ottimismo», ha detto l'82enne leader di Forza Italia in una intervista al Corriere della sera. Con un'ammissione: «Non si deve aver paura di confessare di aver avuto paura, ma devo restare in campo».

«SALVINI NON STA REALIZZANDO I PUNTI DEL NOSTRO PROGRAMMA»

L'ex presidente del Consiglio ha analizzato anche la situazione dei gialloverdi. Dicendo che Matteo Salvini, capo della Lega e vicepremier, è «continuamente sotto scacco del Movimento 5 stelle». Secondo Berlusconi «Matteo è una formidabile macchina da comizi, ma non è riuscito a orientare il governo alla realizzazione di qualche punto del programma di centrodestra grazie al quale sono stati eletti nei collegi molti suoi parlamentari insieme a quelli di Forza Italia e Fratelli d'Italia. La conseguenza è che Salvini condivide le decisioni sbagliate dei cinque stelle assumendosene così la corresponsabilità davanti agli elettori».

«NON ESISTE ALTERNATIVA CREDIBILE AL CENTRODESTRA»

Nessuna critica risparmiata all'esecutivo: «Questo governo fa male alle imprese, ci fa perdere posti di lavoro (ma gli ultimi dati danno la disoccupazione in calo, ndr), attenta alle nostre libertà e anche dal punto di vista della sicurezza avrei qualcosa da dire». Rispetto alle alleanze, «il centrodestra è il presente e sarà anche il futuro. L'abbiamo fondato noi 25 anni fa e lo dimostrano i successi nelle amministrazioni locali e le difficoltà di questo governo. Non esiste un'alternativa credibile al centrodestra che sia anche vincente».

I sovranisti, anche quelli italiani, al parlamento europeo saranno una forza minore. Da soli non conteranno nulla

Sullo scenario europeo ha spiegato invece: «Il Partito popolare europeo deve lasciare l'alleanza con le sinistre e dar vita ad una nuova alleanza con i liberali, i conservatori, i partiti democratici di destra. Siamo riusciti a far eleggere il nostro Antonio Tajani a presidente del parlamento europeo proprio così, senza i voti del Pse. Sono convinto che tanto Salvini quanto Viktor Orbán capiranno il valore di questa alleanza. D'altronde i sovranisti, anche quelli italiani, al parlamento europeo saranno una forza minore. Da soli non conteranno nulla, non avranno alcun ascolto. Il Ppe invece è decisivo per qualsiasi maggioranza. Dal suo interno lo indurremo a realizzare questo cambiamento».

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