Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo insieme per rilanciare l'industria del mobile

Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo insieme per rilanciare l’industria del mobile

04 Aprile 2019 13.28
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«L'export è l'unica via d'uscita che abbiamo». Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, non ha dubbi sulle mosse necessarie per rilanciare l'industria italiana del mobile, un settore che nonostante il forte ridimensionamento subito negli ultimi dieci anni è ancora un punto di forza del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda l'alto di gamma, con una quota di mercato del 10,4% a livello mondiale.

IL SISTEMA-CASA AL CENTRO DELL'ACCORDO

Ecco perché Intesa Sanpaolo e FederlegnoArredo, a ridosso della 58esima edizione del Salone Internazionale del Mobile di cui la banca è partner istituzionale, hanno sottoscritto a Milano un accordo che mette a disposizione delle imprese del settore 1 miliardo di euro per supportare gli investimenti nei processi di innovazione ed economia circolare. L'obiettivo è creare un modello di sviluppo sostenibile per tutto il sistema-casa, dall'edilizia fino all'arredamento.

L'accordo è stato presentato dal responsabile della Banca dei territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, e dal direttore generale di FederlegnoArredo, Sebastiano Cerullo. L'industria italiana del mobile potrà contare innanzitutto sull'alta qualità delle sue produzioni, accompagnate da adeguati investimenti per l'innovazione, le certificazioni e le strategie commerciali orientate all'export. Non mancheranno nemmeno i finanziamenti destinati allo sviluppo dell'e-commerce, un terreno sul quale l'Italia è ancora in ritardo, ma che sta diventando sempre di più uno strumento fondamentale per aggredire i mercati esteri.

OCCHI PUNTATI VERSO CINA, GERMANIA E STATI UNITI

Dall'analisi L'industria italiana del mobile fra tradizione e innovazione, illustrata da De Felice, emerge che il settore ha un ruolo di primo piano nell'economia del nostro Paese con circa 18.600 imprese, oltre 130 mila addetti e quasi 23 miliardi di euro di fatturato. Il comparto, inoltre, vanta un avanzo commerciale di 7,6 miliardi nel 2018, pari all'8,1% dell'intera manifattura nazionale. Le stime di Intesa Sanpaolo per gli anni 2017-2022 indicano che l'export italiano di mobili di fascia alta può crescere di 700 milioni di dollari (624 milioni di euro) e le prospettive più interessanti conducono in Cina, in Germania e negli Stati Uniti, che sono anche i nostri principali competitor (con quote di mercato rispettivamente del 10,9%, 13,9% e 6,7%). Tra il 2008 e il 2018, non a caso, l'industria del mobile ha già aumentato il raggio d'azione del proprio export di 906 chilometri, più di ogni altro settore in Italia.

LA PAROLA D'ORDINE È ALTA QUALITÀ

Per Barrese il sistema-casa ha quindi «un forte poteziale di crescita all'estero, una grande capacità attrattiva sugli investitori stranieri e deve cogliere queste opportunità, in particolare in una fase generale di rallentamento economico». La banca, ha assicurato, farà il suo lavoro sul fronte del credito: «Un plafond di 1 mliardo di euro è quasi il doppio di quanto avevamo messo sul piatto nel 2018, arrivando a 600 milioni». Ma Intesa Sanpaolo vuole essere protagonista anche nell'ambito della formazione dei lavoratori e per accompagnare in Borsa le aziende che desiderano quotarsi. Facendo leva non sulla quantità, ma sull'alta qualità del Made in Italy, un brand che il mondo riconosce ed è disposto a pagare. Per Cerullo, infine, non bisogna dimenticare che la filiera italiana del legno è forte di un sistema circolare assai virtuoso dal punto di vista ambientale e sotto il profilo del recupero delle materie prime. La sfida per il futuro è aperta e Intesa Sanpaolo «è il partner giusto» per affrontarla.

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