Investe e uccide una donna, domiciliari per Domenico Diele

Investe e uccide una donna, domiciliari per Domenico Diele

26 Giugno 2017 12.49
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Arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È la decisione del gip del Tribunale di Salerno a conclusione dell'udienza di convalida dell'arresto dell'attore Domenico Diele, accusato di omicidio stradale aggravato per la morte di Ilaria Dilillo, sbalzata dal suo scooter dopo essere stata travolta dall'auto guidata dal 31 enne nella notte tra venerdì 23 giugno e sabato 24. A dare notizia della decisione del gip è stata l'avvocato Viviana Straccia del foro di Roma. Diele sarà ai domiciliari nella sua casa di Roma.

«Sono colpevole, urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me come di un assassino drogato: non è così», aveva detto Diele in un colloquio raccolto in cella nel carcere di Fuorni (Salerno) dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e riportato dal Corriere della Sera. «Io non sono uno che prima si è drogato e poi si è messo a guidare come un pazzo finendo per provocare una tragedia», dice Diele. «Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c'entra con l'incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c'è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi».

«NON SONO UN CRIMINALE». «Non me ne sono nemmeno reso conto subito di quello che era successo. Solo quando sono sceso dall'auto ho visto e ho capito. Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello. È giusto che paghi per quello che ho fatto, ma non che mi si dipinga come un criminale. Quella storia della coca, per esempio, è vecchia di un anno, nemmeno me ne ricordavo più».

«TORNAVO DA UN MATRIMONIO». «Mi sono pure sorpreso quando quella bustina è uscita fuori, stava nel portafogli da una vita. L'altra sera non avevo sniffato niente. Non avevo il permesso di guidare. Ma l'ho fatto perché mia cugina ci teneva ad avermi al suo matrimonio, e l'unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata. Vorrei incontrare il padre di quella donna, inginocchiarmi davanti a lui e ammettere le mie colpe. Ma anche provare a spiegargli che è stato un incidente e non un omicidio», avrebbe detto l'attore durante l'interrogatorio.

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