Investe un cane: in coma dopo le botte

Redazione
10/10/2010

Pestato selvaggiamente per aver investito e ucciso un cane. È successo a un taxista milanese di 45 anni ricoverato in...

Investe un cane: in coma dopo le botte

Pestato selvaggiamente per aver investito e ucciso un cane. È successo a un taxista milanese di 45 anni ricoverato in coma all’ospedale Fatebenefratelli dopo essere stato aggredito dal fidanzato della proprietaria dell’animale.
L’ episodio è successo verso le 13.20 di domenica 10 ottobre in Largo Caccia Dominioni: secondo le prime ricostruzioni, il cane investito era un cocker, che non era al guinzaglio e improvvisamente ha attraversato la strada. Dopo l’incidente, il taxista ha fermato la vettura ed è subito sceso per scusarsi, ma è stato immediatamente affrontato e malmenato dal giovane, un italiano di 31 anni, che dopo una breve fuga è stato bloccato dalla polizia e trasferito a San Vittore.
L’uomo ha spinto il taxista, che è caduto a terra sbattendo la testa e perdendo i sensi, mentre diversi passanti che avevano assistito alla scena avvisavano le forze dell’ordine. Trasportato al Fatebenefratelli in codice giallo, il taxista è poi entrato in coma. I primi esami medici hanno rivelato lesioni alla milza e al polmone. L’aggessione, M.C., è ora accusato di tentato omicidio.

Divampa la polemica sulla sicurezza

In serata il sindaco di Milano Letizia Moratti si è recata all’ospedale Fatebenefratelli per esprimere «sgomento e vicinanza». Il vicesindaco Riccardo De Corato ha convocato per martedì un tavolo con le organizzazioni sindacali dei taxisti e di Radiobus «per valutare i loro suggerimenti e proposte in merito a nuovi strumenti di difesa utili alla tutela della categoria da poter introdurre a livello normativo».
Ma la polemica si è già infiammata sulla proposta dell’eurodeputato leghista Matteo Salvini di permettere alla categoria spray urticanti e sfollagente e corsie semplificate per il porto d’armi. «Dichiarazioni irresponsabili» secondo il candidato sindaco alle primarie del Pd, Stefano Boeri, che denuncia le «promesse mancate» della giunta sulla sicurezza. «Adesso basta » dice l’altro candidato alle primarie del centrosinistra, Giuliano Pisapia, «non è più accettabile la strumentalizzazione di chi vuole trasformare Milano in un Far West».