Ior, repulisti Benedetto

Ior, repulisti Benedetto

31 Gennaio 2011 12.19
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di Edoardo Caprino

La notizia è stata data in anteprima da Sandro Magister sul suo blog ed è stata rilanciata da diverse testate economiche. Monsignor Luigi Mistò presto sarà il nuovo prelato dello Ior. Una carica che ha sempre generato problemi nella banca vaticana. Basti solo pensare allo scomparso vescovo Donato De Bonis cui , più ancora che il famigerato monsignor Paul Marcinkus,  si imputano i disastri dell’ Istituto opere religiose (vedi alla voce Banco Ambrosiano).
LE FATICHE DI CALOIA. Il predecessore dell’attuale numero uno della banca vaticana, Angelo Caloia,  faticò le fatidiche sette camicie per far cacciare De Bonis e bloccare una gestione parallela dell’Istituto. Alla defenestrazione di De Bonis, con nomina a  assistente ecclesiastico del sovrano militare ordine di Malta (considerato a tutti gli effetti stato estero che stampa francobolli e moneta e che salvò l’ex prelato dalle maglie della giustizia) , seguirono, come ricorda Magister, anni di calma sino all’affacciarsi sulla scena, quale nuovo prelato, di monsignor Piero Pioppo, uomo di fiducia dell’ex segretario di stato Angelo Sodano voluto fortemente dal prelato astigiano per mantenere un piede dentro nelle stanze che contano. 
DUE AMBROSIANI ALLO IOR. Anche in questo caso si instaurò una gestione parallela della Banca e monsignor Pioppo venne inviato quale nunzio in camerun e Guinea equatoriale (non certo tra le prime file diplomatiche della Santa sede) con l’arrivo di Ettore Gotti Tedeschi alla testa dello Ior (Caloia non riuscì ad ottenere questo gesto dall’attuale segretario di stato Tarcisio Bertone). Due ambrosiani, seppur Gotti Tedeschi sia di origini piacentine, ed è un milanese acquisito essendo docente  di Etica della finanza alla Cattolica e avendo lavorato per molto tempo in città, alla testa dell’istituto finanziario vaticano. Monsignor Luigi Mistò, 59 anni, brianzolo è stato giudice del Tribunale Ecclesiastico di Milano dal 1983 al 1988 e successivamente cancelliere arcivescovile e direttore della Rivista Diocesana Milanese.
Nel 2001 la nomina a monsignore; attualmente è responsabile del servizio della diocesi di Milano per la promozione e il sostegno economico alla Chiesa (il famoso otto per mille e non solo).

Il monsignore ha un curriculum Doc

Mistò è docente di rapporti tra Chiesa e stato alla facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e di Diritto patrimoniale presso la facoltà di Diritto canonico S. Pio X di Venezia. È autore di diversi saggi tra i quali Il sostegno economico alla Chiesa Cattolica,  pubblicato nel 1998 da Il Mulino e La sfida del sovvenire: il sostentamento economico della Chiesa a dieci anni dalla riforma concordataria.
LA SFIDA DELLA WHITE LIST. Monsignor Mistò ha quindi il pedigree di un autentico “tecnico”, di un uomo preparato alle sfide che lo Ior dovrà affrontare in futuro, in particolare l’ingresso nella  White List  degli stati virtuosi, obiettivo posto dopo la costituzione dell’Autorità di informazione finanziaria, organismo fortemente voluto da Papa Benedetto XVI alla cui guida è stato posto un uomo di grande esperienza, ed autentico decisionista, quale è il cardinale Attilio Nicora. Guarda caso anche lui originario della Diocesi di Milano.
Sembra confermarsi che per la gestione degli affari di Santa madre Chiesa le figure più appropriate vengano dalla città di Ambrogio (lo stesso Angelo Caloia è milanese ed è ora presidente della Veneranda fabbrica del Duomo). Sarà forse perché è ancora vivo l’influsso degli incontri del Gruppo cultura etica e finanza fortemente voluto dall’allora Cardinale Carlo Maria Martini per riflettere dopo i disastri del Banco Ambrosiano, cenacolo cui partecipavano tra gli altri Giovanni Bazoli, Angelo Caloia, Attilio Nicora? Le vie del Signore sono sì infinite, ma spesso partono da Milano. 

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