Iran, la 16enne Armita Garawand in coma: «Aggredita perché indossava male il velo»

Redazione
04/10/2023

A poco più di un anno dal caso di Mahsa Amini, a Teheran la ong curda Hengaw ha denunciato la presunta l'aggressione subita dalla giovane a bordo di un treno. I media statali negano e parlano di uno svenimento a causa di un calo di pressione. Nel video la giovane portata via di peso priva di sensi.

Iran, la 16enne Armita Garawand in coma: «Aggredita perché indossava male il velo»

Si chiama Armita Garawand, ha 16 anni, ed è stata ridotta in fin di vita a Teheran, in Iran, per aver indossato male l’hijab. Un video diffuso sui social e rilanciato dal Guardian mostra la giovane portata giù da un treno. A strattonarla sono alcune donne in chador nero, che la lasciano sul binario, immobile e apparentemente priva di sensi. Il gruppo per i diritti curdi in esilio Hengaw ha denunciato che Garawand avrebbe subito una «grave aggressione fisica», a causa del velo. Una vicenda che ricorda quanto accaduto il 16 settembre 2022 alla 22enne curda Mahsa Amini, arrestata e picchiata a morte perché non indossava correttamente l’hijab. Armita Garawand attualmente è in coma.

I media statali negano l’aggressione

La storia è stata negata dai media statali, che hanno diffuso un filmato diverso. Secondo Hengaw la clip è stata modificata. La versione delle tv di Stato è che la giovane sia svenuta sul treno, per un calo di pressione, e abbia violentemente sbattuto contro un lato del vagone. L’agenzia di stampa ufficiale Fars ha anche intervistato i genitori. Il padre ha affermato: «Abbiamo controllato tutti i video e ci è stato dimostrato che è stato un incidente. Chiediamo alle persone di pregare per la guarigione di nostra figlia». Su X molti utenti accusano il governo di aver costretto i genitori ad assecondare la versione ufficiale.

Iran, la 16enne Armita Garawand in coma «Aggredita perché indossava male il velo»
Il video in cui Armita Garawand viene portata via di peso dal treno (Twitter).

La giornalista Maryam Lotfi arrestata

Intanto lunedì 2 ottobre la giornalista Maryam Lotfi, del quotidiano riformista Shargh, è stata arrestata dopo essere andata in ospedale nel tentativo di raccogliere informazioni sulle condizioni della 16enne. Anche un anno fa, con il caso di Mahsa Amini, è successo qualcosa di simile. La giornalista Niloufar Hamedi dello stesso giornale è stata la prima a dare la notizia della morte della ragazza. Da allora si trova in carcere, con l’accusa di aver collaborato con la Cia. Rischia la pena di morte.

Quartapelle: «Un anno dopo la storia si ripete»

A commentare la vicenda è stata anche la deputata del Pd, Lia Quartapelle. Su X ha scritto: «Un anno dopo, la storia si ripete: ecco Armita Garavand, una ragazza di 16 anni in coma dopo essere stata aggredita dalla polizia nella metropolitana di Teheran per non aver indossato il velo. Non smettiamo di denunciare, non smettiamo di amplificare la voce di #Donnavitalibertà».