Iran, impiccata la sposa bambina Samira Sabziana: era stata condannata a morte per aver ucciso il marito

Redazione
20/12/2023

Si trovava in carcere da 10 anni. Durante il matrimonio era stata ripetutamente vittima di violenze domestiche. In base al diritto islamico gli ex suoceri avrebbero potuto perdonarla, invece hanno chiesto che fosse giustiziata.

Iran, impiccata la sposa bambina Samira Sabziana: era stata condannata a morte per aver ucciso il marito

Samira Sabzian, l’ex sposa bambina condannata alla pena capitale in Iran per per avere ucciso il marito, è stata giustiziata all’alba in Iran tramite impiccagione. Lo riferisce l’ong Iran Human Rights, attraverso un tweet del direttore Mahmood Amiry-Moghaddam

La ong: «Samira vittima della macchina omicida di un regime incompetente e corrotto»

«La Repubblica Islamica ha impiccato oggi Samira Sabzian davanti al mondo intero come testimone. Samira è stata vittima di anni di apartheid di genere, matrimonio precoce e violenza domestica, e oggi è stata vittima della macchina omicida di un regime incompetente e corrotto. Un regime che si è sostenuto esclusivamente uccidendo e instillando paura. Ali Khamenei e gli altri leader della Repubblica Islamica devono essere ritenuti responsabili di questo crimine», ha twittato Amiry-Moghaddam. «Come altre vittime della macchina delle esecuzioni del regime, Samira era tra i membri più vulnerabili della società che non ha voce. Una campagna di una settimana non è stata sufficiente per salvarla. Dobbiamo lottare ogni giorno per salvare le migliaia di altre persone che rischiano di diventare vittime della macchina omicida che ha lo scopo di preservare la sopravvivenza del regime».

Iran, impiccata la sposa bambina Samira Sabziana: era stata condannata a morte per aver ucciso il marito
Una bandiera iraniana alla periferia di Teheran (Getty Images).

Era stata condannata a morte in base al principio della qisas, cioè la legge del taglione

Vittima a 15 anni di matrimonio forzato e poi di violenze domestiche, Samira Sabzian era madre di due figli. Il più piccolo ha 10 anni, esattamente quelli trascorsi in carcere dalla madre, condannata a morte in base al principio della qisas (la legge del taglione), che per gli omicidi intenzionali non considera le circostanze in cui l’uccisione è avvenuta. In base al diritto islamico, dopo la condanna i parenti della vittima hanno tre possibilità: chiedere l’effettiva esecuzione, una compensazione in denaro (diya), concedere il perdono. In questo caso i nonni dei figli di Samira hanno chiesto che venisse impiccata. Sperando nel perdono dei familiari del marito, aveva rinunciato a vedere i due figli per tutti i 10 anni trascorsi nel braccio della morte. Non è servito: il nome di Samira Sabzian si va ad aggiungere a quello di altre 17 donne giustiziate ufficialmente in Iran nel 2023.

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