L’Iran sta preparando una nuova Shoah

24 Gennaio 2019 07.00
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L’Iran intende «distruggere Israele»: «Siamo pronti per la guerra decisiva che porterà alla scomparsa di Israele. Le nostre forze armate sono preparate per il giorno in cui Israele sarà distrutto». La strategia espressa dal capo dell’aviazione iraniana Aziz Nasirzadeh è chiara, netta, inequivocabile. Quello di Nasizadeh è lo stesso Iran “riformista” al quale Barack Obama ha dato piena fiducia con il suo Deal sul nucleare. Lo stesso Iran «di pace» per il quale la Federica Mogherini e l’Europa si mobilitano per boicottare il boicottaggio finalmente deciso da Donald Trump.

Questo Iran, è il motore pulsante dell’antisemitismo planetario

È, insomma, l’Iran di sempre, che incredibilmente continua a riscuotere le simpatie del mondo progressista e del politically correct che si rifiuta di vedere quel che è chiaro, palese, rivendicato: l’Iran, questo Iran, è il motore pulsante dell’antisemitismo planetario. Non dell’antisionismo: dell’antisemitismo. È inutile, oltraggioso, blaterare parole di costrizione e condanna per la Shoah di Hitler se non si vuole vedere che a Teheran si prepara – e lo si dice, lo si urla – un’altra Shoah contro lo Stato degli ebrei.

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Questo Iran, è la nazione che ha investito 10 miliardi negli ultimi anni per avvicinare la sua frontiera a quella di Israele, per impiantarsi con i suoi missili e il suo esercito di pasdaran in Siria con la chiara, netta, antica visione strategica lanciata dall’ayatollah Khomeini: «Eliminare l’Entità sionista dalla faccia della terra». L’odio per Israele del regime di Teheran non ha nulla a che fare con questioni di territorio, di nazionalismo, di politica di potenza regionale. È un odio teologico, ispirato al Corano e alla teologia islamica nella interpretazione khomeinista. È tutto chiaro, tutto detto, come a suo tempo il Mein Kampf.

IL FEROCE NUCLEO RIVOLUZIONARIO DI TEHERAN

Ma il mondo delle anime belle, il mondo degli Obama e delle Mogherini non vuole vedere la semplice, tragica, strategia elaborata da Khomeini e dai suoi successori. Così come la Cina da Den Xiaoping in poi ha affiancato un capitalismo selvaggio e corrotto a uno Stato e a un Partito rigidamente comunisti, così ayatollah e pasdaran hanno fortificato uno Stato controllato dal “Partito di Dio”, dotato di una poderosa ideologia servita da una forte macchina militare ed economica (i pasdaran possiedono in proprio un terzo dell’economia iraniana), accanto al quale hanno lasciato sviluppare una normale società civile, repressa, ma relativamente libera e capitalista, ma solo dal punto di vista economico e sociale, non certo politico e delle libertà democratiche.

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Questo dualismo tra il Partito della Rivoluzione al potere, che intende esportare la rivoluzione, dei pasdaran e degli ayatollah e la società civile iraniana acceca chi vuole essere accecato, gli Obama e le Mogherini che guardano solo alla società iraniana e non al suo feroce nucleo rivoluzionario. E la Rivoluzione iraniana non può dispiegarsi se non distruggendo Israele perché, scrive Khomeini nel suo Trattato sul Governo Islamico: «Sin dai primi momenti, gli ebrei hanno seminato divisione e zizzania dentro la comunità dei credenti musulmani». Gli ebrei, non i sionisti sono il nemico strategico dell’Iran. Se ne prenda atto.

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