Cosa sapere dell’escalation tra Iran e Pakistan e il nodo del Belucistan

Redazione
18/01/2024

Negli ultimi giorni Teheran e Islamabad hanno attaccato roccaforti dei separatisti fuori dal proprio confine. Un conflitto a bassa intensità che va avanti da decenni con attentati rivendicati da gruppi che reclamano l'indipendenza e la fine dello sfruttamento delle risorse minerarie. Dietro l'improvvisa fiammata ci potrebbe essere la regia della Repubblica Islamica che cerca di sfruttare l'instabilità scatenata dalla guerra in Medio Oriente. Per affermare la sua egemonia sull'intera regione.

Cosa sapere dell’escalation tra Iran e Pakistan e il nodo del Belucistan

Resta alta la tensione al confine tra Pakistan e Iran. I due Paesi hanno condotto attacchi in casa del vicino alimentando un’escalation senza precedenti. E per di più mentre il Medio Oriente è attraversato da una guerra, quella tra Israele e Hamas, che vede coinvolti a diverso titolo attori dell’intera regione: da Hezbollah in Libano fino ai ribelli yemeniti Houthi nel Mar Rosso, entrambi foraggiati e sostenuti da Teheran. L’Iran, sciita, e il Pakistan, a maggioranza sunnita e dotato di armi nucleari, condividono 900 chilometri di confine. Un territorio instabile e poroso, che comprende la provincia pachistana del Belucistan e quella iraniana del Sistan e Belucistan. Una regione in cui da anni è in corso un conflitto a bassa intensità che vede impegnate Teheran e Islamabad contro i miliziani separatisti beluci.

Cosa sapere dell'escalation tra Iran e Pakistan e il nodo del Belucistan
Iran e Pakistan confinano per 900 chilometri.

Gli attacchi iraniani e la risposta pachistana

Lo scontro diretto è cominciato martedì 16 gennaio quando l’Iran ha bombardato alcuni obiettivi nella provincia pachistana del Belucistan, uccidendo alcuni civili. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira solo terroristi iraniani. Giustificazioni che non sono state sufficienti a placare Islamabad, che ha condannato l’attacco definendolo «una grave violazione del diritto internazionale e dello spirito delle relazioni bilaterali tra Pakistan e Iran». L’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim ha confermato che  l’esercito ha colpito roccaforti del gruppo sunnita Jaish al-Adl, noto in Iran come Jaish al-Dhulm, o Esercito della Giustizia. Il gruppo separatista, che combatte per l’indipendenza della provincia del Sistan e Belucistan, è attivo su entrambi i lati del confine e in passato ha rivendicato blitz contro obiettivi iraniani. La risposta pachistana non si è fatta attendere. Giovedì 18 gennaio Islamabad ha ordinato «una serie di attacchi militari di precisione altamente coordinati e mirati» su presunte base dei separatisti nel Sistan e nel Belucistan. Nei raid sono stati uccisi, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri pachistano, diversi miliziani. Le stime iraniane sono invece di almeno sette civili uccisi: tre donne e quattro bambini. Il Pakistan del resto da tempo accusa l’Iran di ospitare e nascondere i separatisti.

L’Iran tenta di sfruttare l’instabilità per rafforzare la sua egemonia sull’intera area

La guerra di Pakistan e Iran contro i separatisti beluci va avanti da decenni. Come ricorda la Cnn, solo a dicembre 2023 Teheran aveva accusato i miliziani di Jaish al-Adl di aver assaltato una stazione di polizia nel Sistan e Belucistan. Nell’agguato erano morti 11 agenti. La novità è che gli ultimi attacchi sono stati portati avanti senza alcuna comunicazione tra i due Stati. Tra l’altro mentre la guerra tra Hamas e Israele rischia di infiammare l’intero Medio Oriente. Proprio il possibile allargamento del conflitto potrebbe aver spinto Teheran a usare il pugno di ferro oltre i suoi confini. Lo dimostrano i bombardamenti con missili balistici contro Iraq e Siria di lunedì 15 gennaio. In quel caso l’esercito iraniano aveva dichiarato di aver preso di mira una base di spionaggio israeliana oltre a gruppi terroristici anti-iraniani. Va anche ricordato che sono in corso combattimenti tra l’esercito di Tel Aviv e Hezbollah, sostenuto da Teheran, lungo il confine israelo-libanese. Mentre nel Mar Rosso gli Houthi continuano a minacciare i cargo in risposta ai bombardamenti israeliani su Gaza. Secondo gli analisti, in questo scenario di instabilità, l’Iran sta cercando di rafforzare la sua egemonia nell’area.

Le rivendicazioni dei beluci: l’indipendenza

In Belucistan – area tra Pakistan, Iran e Afghanistan – gli abitanti da anni chiedono l’indipendenza contro il predominio di Islamabad e Teheran. Si tratta di una regione ricchissima di materie prime eppure è tra le più povere della regione. Nel Belucistan pachistano, la provincia più estesa del Paese, negli ultimi anni si sono moltiplicati gli attentati per mettere fine allo sfruttamento minerario. Lo stesso vale per la parte iraniana. Jaish al-Adl è solo uno dei tanti gruppi separatisti ed è stato classificato organizzazione terroristica dagli Usa. I suoi bersagli sono soprattutto poliziotti e funzionari iraniani. Nel 2015 rivendicò un attacco in cui persero la vita otto guardie di frontiera iraniane e nel 2019 un attentato suicida contro un autobus che trasportava militari. Il bilancio fu di 23 morti. Mercoledì 17 gennaio, invece, dopo gli attacchi iraniani in Pakistan ha teso una imboscata a un veicolo miliare nel Sistan e Belucistan.

L’offerta di mediazione di Pechino e le preoccupazioni degli Usa

Dopo gli attacchi iraniani, il Pakistan ha richiamato il suo ambasciatore da Teheran e ha sospeso tutte le visite nel Paese vicino. La Cina, forte di buoni rapporti sia con Islamabad sia con Teheran, ha esortato entrambe le parti alla de-escalation. Del resto Pechino ha stanziato miliardi di dollari per la Belt and Road Initiative che prevede un corridoio economico tra Cina e Pakistan che va dallo Xinjiang fino al porto di Gwadar, proprio nel Belucistan. Allo stesso modo il portavoce del dipartimento di Stato Usa Matt Miller ha assicurato che anche Washington sta lavorando per evitare l’allargamento del conflitto. «L’Iran ha violato i confini di tre dei suoi vicini in due giorni», ha dichiarato Miller augurandosi che la crisi con il Pakistan, alleato degli Usa, possa «risolversi pacificamente».