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Trump ha imposto nuove sanzioni contro Khamenei

Trump ha imposto nuove sanzioni contro Khamenei

Colpita la guida suprema iraniana e il suo staff. Congelati fondi per diversi miliardi di dollari. E il presidente americano avverte: «Non ho bisogno dell’autorizzazione del Congresso per un attacco militare». Rohani: «Ritardo mentale».

25 Giugno 2019 06.40

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Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone nuove sanzioni contro l’Iran. Secondo il presidente degli Stati Uniti le sanzioni sarebbero scattate comunque, a prescindere dall’abbattimento del drone avvenuto il 20 giugno da parte degli iraniani nello Stretto di Hormuz.

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Le sanzioni colpiscono la guida suprema Ali Khamenei, il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif e i rispettivi entourage, negando l’accesso a risorse finanziarie. Il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha spiegato che Whashington congelerà fondi iraniani per un valore di diversi miliardi di dollari. Una risposta definita «forte e proporzionata» dall’amministrazione Trump.

L’OPZIONE MILITARE E L’APERTURA A NUOVI NEGOZIATI

Il presidente, poi, come di consueto, ha lanciato due messaggi contraddittori. Da una parte ha detto di non aver bisogno dell’autorizzazione del Congresso per un eventuale attacco militare contro l’Iran. Un via libera che invece, secondo la speaker della Camera Nancy Pelosi, sarebbe necessario. Dall’altra si è detto «impaziente di rimuovere tutte le sanzioni» contro la teocrazia islamica, aprendo a nuovi negoziati sul nucleare, opzione finora respinta dall’Iran. A maggio degl 2018 gli Stati Uniti si sono ritirati dall’intesa siglata nel 2015 dalle principali potenze mondiali. Una scelta che Trump ha rivendicato così: «Non permetteremo all’Iran di ottenere l’atomica. L’accordo firmato da Obama è stato un disastro».

L’APPELLO DI BOLTON RESPINTO DA TEHERAN

Anche il consigliere americano per la sicurezza nazionale, John Bolton, ha voluto ribadire il concetto: «Gli Stati Uniti sono aperti a negoziati con l’Iran, l’unica cosa che Teheran deve fare è varcare quella porta aperta». Ma il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Mousav, non ha esitato a dire che il canale della diplomazia è chiuso per sempre: «Imporre sanzioni sterili contro la Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, e il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif significa la chiusura in modo permanente della via della diplomazia con l’amministrazione Trump».

PER ROHANI GLI STATI UNITI MENTONO

Molto duro anche il presidente iraniano Hassan Rohani: «Mentre fate appelli ai negoziati, cercate di sanzionare il ministro degli Esteri? È evidente che state mentendo», ha detto Rohani, in un incontro con i suoi ministri in diretta tivù. Per poi aggiungere: «Alla Casa Bianca sono afflitti da ritardo mentale».

LA CINA CHIEDE MODERAZIONE

La Cina, intanto, sollecita «calma e moderazione». Il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha spiegato: «Crediamo che applicare ciecamente la massima pressione non aiuterà a risolvere il problema. I fatti hanno dimostrato che queste misure hanno avuto l’effetto opposto e hanno aggravato i disordini regionali».

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