Due arresti per l'omicidio di Lyra McKee in Irlanda del Nord

Due arresti per l’omicidio di Lyra McKee in Irlanda del Nord

Fermati un 18enne e un 19enne sospettati del delitto della giornalista a Londonderry e di appartenere al gruppo terroristico della New Ira. Spunta un video con un uomo dal volto coperto.

20 Aprile 2019 07.44

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Due ragazzi di 18 e 19 anni, sospettati di attività terroristiche, sono stati arrestati nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giornalista 29enne Lyra McKee a Londonderry, in Irlanda del Nord, avvenuto giovedì 18 aprile.

IN UN VIDEO IL MOMENTO DELLA SPARATORIA

Nei filmati di sicurezza visionati dagli inquirenti la giornalista si vede di spalle, indossa una felpa e cerca di riprendere con il suo cellulare le violenze esplose nel complesso residenziale di Creggan. Poi uno stacco, nelle immagini successive si vede un uomo nascosto dietro l'angolo di un palazzo. Anch'egli indossa una felpa e ha il volto nascosto da un passamontagna. Tiene le mani in tasca, a un certo punto tira fuori una pistola e comincia a sparare. Qui il video delle telecamere di sicurezza si interrompe. O almeno si interrompe quella parte che la polizia dell'Irlanda del Nord ha deciso di pubblicare per rivolgere un appello agli abitanti del quartiere. «Vogliamo che chiunque abbia delle informazioni si faccia avanti», ha spiegato il numero due Mark Hamilton dicendosi convinto che i residenti conoscano l'identità di chi ha sparato.

I SOSPETTI SULLA NEW IRA

Non è chiaro se uno dei due fermati – che si trovano in carcere a Belfast – sia la persona nel filmato ma la polizia sospetta facciano parte del gruppo terrorista New Ira, il principale indiziato per la morte di Lyra. La sigla è nata nel 2012 per radunare le frange più oltranziste separatesi dalla vecchia Provisional dopo aver rifiutato gli accordi di pace del Venerdì Santo nel 1998. I due ragazzi arrestati non erano neanche nati quando furono firmati. «Stiamo assistendo alla formazione di una nuova generazione di terroristi e questo è molto preoccupante», ha detto al Guardian un alto funzionario della polizia nordirlandese, Jason Murphy. In tutto il Paese sono proseguite veglie per commemorare la giornalista 29enne, come sono continuati ad arrivare messaggi di cordoglio e dolore da tutto il mondo. L'ex presidente americano Bill Clinton, la cui amministrazione ebbe un ruolo fondamentale per arrivare agli accordi di pace, ha twittato: «Ho il cuore spezzato per l'assassinio di Lyra McKee e le violenze in Derry, le sfide in Irlanda del Nord oggi sono reali, ma non possiamo cancellare gli ultimi 21 anni di pace e progresso. Questa tragedia ci ricorda quanto abbiamo da perdere se lo facciamo». Il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit ha ricordato che «la pace in Irlanda del Nord è ancora fragile. Dobbiamo tutti lavorare per mantenere le conquiste fatte».

CREGGAN IL CUORE DI TENEBRA DI DERRY

Teatro della vicenda è stato il complesso di Creggan, cuore di tenebra di Derry (o Londonderry, come si ostinano a chiamarla unionisti e inglesi), un caseggiato che fu in passato al centro delle violenze nella stagione insanguinata dei Troubles. Un luogo simbolo, off-limits negli Anni 70 e 80 per le forze britanniche e a lungo sotto il pieno dominio della guerriglia, dove la sera del 19 aprile alcune pattuglie hanno fatto irruzione per una serie di controlli nell'ambito delle indagini sull'esplosione di un'autobomba avvenuta in città a gennaio. Un'operazione alla caccia d'irriducibili nostalgici della lotta armata, a cui una parte del vicinato ha reagito scatenando una notte di disordini, fra bombe molotov, auto incendiate e spari. Fino all'arrivo dei corpi speciali e al conflitto a fuoco vero e proprio, ingaggiato da persone a volto coperto con gli agenti. E a quel colpo fatale che ha raggiunto la McKee riparata dietro un fuoristrada della polizia per raccontare da vicino quanto stava accadendo. Un colpo che ha ferito mortalmente la giovare reporter, spirata in ospedale poco dopo il ricovero. La prima giornalista uccisa nel Regno Unito dal 2001.

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