Le mosse di Conte per sorpassare a sinistra il Pd di Schlein

Andrea Muratore
23/10/2023

Puntando su ambientalismo, pacifismo e welfare, il leader del M5s cerca di occupare lo spazio dell'ala radicale e quello del cattolicesimo progressista. La sua posizione dei "due Stati" su Israele e Palestina può aiutarlo. Una possibile candidatura dell'ex Avvenire Tarquinio pure. L'obiettivo è agganciare e superare Elly per le Europee 2024.

Le mosse di Conte per sorpassare a sinistra il Pd di Schlein

La brutale guerra tra Israele e Hamas sta confermando un trend che, da più parti, nella sinistra radicale e extraparlamentare molti hanno da tempo notato: la convergenza tra le posizioni del mondo a sinistra del Partito democratico e il Movimento cinque stelle di Giuseppe Conte. Il quale sta provando a trasformarsi nel «punto di riferimento fortissimo dei progressisti» (Nicola Zingaretti dixit), facendolo diventare un punto chiave del suo progetto politico. Tra gli esponenti di diverse associazioni di sinistra radicale, dall’area fuoriuscita dal mondo del Partito comunista di Marco Rizzo fino ai gruppi culturali per il diritto alla casa, allo studio, passando per il Partito comunista italiano minoritario ma d’avanguardia nell’area, piace molto la posizione di Conte su Israele e Palestina basata sul sostegno alla soluzione dei due Stati, sul rifiuto dell’occidentalismo militante e sulla tutela dei diritti dei civili di entrambe le parti. Confermando un trend già inaugurato dal conflitto russo-ucraino.

Memorandum con la Cina e Reddito di cittadinanza, due “medaglie”

Conte è individuato come «il più equilibrato» dei leader italiani sulla politica estera, come Lettera43 ha potuto constatare conversando con diversi esponenti di gruppi a sinistra del Pd tra Milano, Roma e Torino. E soprattutto le sue posizioni, è questo il sentimento generale, suppliscono a una carenza di rappresentanza a cui un’area che dopo il 2008, ultimo di presenza di Rifondazione comunista in parlamento, ha avuto scarsissima presenza istituzionale. A Conte si perdona l’esordio “populista” nel governo M5s-Lega perché si sottolineano i suoi accenni aperturisti verso una visione del mondo diversa dall’Occidente. “L’avvocato del popolo” è al contempo ricordato come l’ex premier del memorandum con la Cina e come il “padre” del Reddito di cittadinanza.

La nuova vita di Conte che vuole sorpassare a sinistra il Pd di Schlein
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Ambientalismo, pacifismo e welfare: qui vivono gli orfani del Pd

Il politologo Lorenzo Castellani indica nel «chiaro posizionamento di sinistra» della base del Movimento sulla politica estera una spiegazione del posizionamento di Conte; il collega Paolo Mossetti, invece, ha espanso al tema delle posizioni sociali interne la ricerca del consenso di Conte in un’area ritenuta orfana del Pd indicando in ambientalismo, pacifismo e welfare le tre frecce all’arco del Movimento. Le quali hanno prodotto una prospettiva chiara: sottrarre parte dell’elettorato alla deriva “rossobruna che molte figure, come Rizzo, incarnano: «Pur con enormi contraddizioni, paradossalmente una risposta “organica” alla società del controllo sociale e del “vincolo esterno” viene dalla galassia sovranista. Sotto forma di un’alleanza tra estrema destra ed estrema sinistra che sposa proprio le definizioni “demonizzanti” che gli erano state attribuite dai giornalisti».

Lanciata la sfida ai dem sull’interventismo in politica estera

In sostanza, il Movimento 5 stelle sposa una visione socialdemocratica con venature populiste che mira a distanziarsi dal Pd laddove c’è il rischio di essere accusati d’incoerenza (come la “terza via” sui migranti perorata da Conte che resta, comunque, cofirmatario dei Decreti sicurezza) con l’esperienza di governo. Ma altrove costruisce, pian piano, l’obiettivo di fare da punto di riferimento ai mondi della sinistra in cerca di rappresentanza. L’area radicale è una, e già alle comunali a Brescia e alle provinciali in Trentino si è sperimentata un’alleanza organica tra gli ex grillini e questo mondo. A settembre 2022, su Twitter la sinistra più anti-sistema colpì duramente Unione popolare e Rifondazione comunista per essersi presentati nel collegio uninominale di Caserta impedendo coi loro voti l’elezione alla Camera in quota M5s di Daniele Della Valle, blogger de L’Antidiplomatico e tra i più attivi commentatori anti-guerra della galassia pacifista. Alle Europee 2024 posizioni di questo tipo potranno essere ripescate per una sfida, tutta a sinistra, col Pd che Conte ha già lanciato sul tema dell’interventismo in politica estera.

La nuova vita di Conte che vuole sorpassare a sinistra il Pd di Schlein
Giuseppe Conte e la battaglia sul salario minimo (Imagoeconomica).

Tarquinio per corteggiare l’area del cattolicesimo progressista

L’ambientalismo a cinque stelle può essere un altro volano, da tempo utilizzato, per un convincimento dell’elettorato storico di un partito che, pur dimezzatosi rispetto ai fasti del 2018, vuole restare sul podio dei maggiori a livello nazionale. E molti movimenti dei pentastellati mirano a catalizzare un voto appartenente a un’altra area spesso battuta dal mondo dem: quello del cattolicesimo progressista. Conte non ha fatto mistero di sposare appieno le visioni di politica economica, sociale e diplomatica di papa Francesco, ha incassato il sostegno di Acli e Sant’Egidio alla difesa del reddito di cittadinanza durante il processo di abrogazione disposto dal governo Meloni e da tempo il Movimento mira a un colpo, politico e mediatico, per le Europee 2024: uno dei portabandiera dei pentastellati, si dice, potrebbe essere Marco Tarquinio, pacifista e cattolico convinto, da pochi mesi uscito dalla direzione di Avvenire.

La nuova vita di Conte che vuole sorpassare a sinistra il Pd di Schlein
Marco Tarquinio (Imagoeconomica).

Escluso ogni ritorno alla fase di contestazione e lotta dura

In quest’ottica, Conte e i pentastellati mirano a abbandonare definitivamente l’identificazione con un elettorato “gassoso”, che pescava da ogni ambito. Gli anni del governo e il passaggio dall’alleanza con la Lega a quella col Pd, per poi chiudere il cerchio con l’arruolamento nel governo di Draghi e il suo siluramento sulle politiche sociali, l’inceneritore a Roma e la guerra in Ucraina rendono impossibile ogni ritorno alla fase di contestazione e lotta dura. Conte vuole fare opposizione scegliendo una posizione socialdemocratica e progressista per aggregare ambientalisti, radicali di sinistra e cattolici alla tradizionale roccaforte elettorale, più solida al Sud, del Movimento.

Schlein già costretta a inseguire, come sul salario minimo

Ma gli ostacoli da superare non sono pochi. Due in particolare sono cogenti: innanzitutto, la presenza di una classe dirigente compatta e coesa su questo progetto è tutta da testare, specie alla prova di un’amministrazione e di un governo che a livello locale e nazionale il Movimento non esercita nelle grandi e principali strutture. In secondo luogo, è finita l’epoca in cui il Movimento si poteva dire “né di destra né di sinistra” o poteva scegliere selettivamente le alleanze locali sulla base dell’opportunismo elettorale. Il grande nodo da sciogliere è quello del dualismo col Pd, a livello di basi, elettorato e corpi intermedi. E paradossalmente il partito più minacciato da un’esplicita definizione di sinistra del Movimento potrebbe essere proprio quello di Elly Schlein, Pungolata da Conte fin dall’inizio della sua segreteria e chiamata a inseguirlo sul suo terreno. Tanto da fare di una storica battaglia a cinque stelle, il salario minimo, il suo manifesto. Qualcosa che fuori dai dem in tanti hanno letto con attenzione, prendendo appunti. Per Conte l’obiettivo è l’aggancio o il sorpasso al Pd nel giugno 2024: di fronte a un elettorato ideologico, ben radicato nei valori e chiaro nelle premesse un passaggio necessario per conseguirlo è la definitiva rinuncia a ogni ambiguità strategica. Che potrebbe pagare nel consolidamento di una base sicuramente a sinistra di quella dem su molti temi chiave.