Israele si presenterà davanti alla Corte dell’Aia per difendersi dalle accuse di genocidio

Redazione
02/01/2024

La procedura avviata dal principale organo giudiziario dell'Onu è stata presentata dal Sudafrica a fine dicembre. Ma provare in breve tempo che l'operazione a Gaza sia uno sterminio etnico è improbabile. Inoltre, nella storia del tribunale internazionale diversi Stati hanno ignorato le sue sentenze.

Israele si presenterà davanti alla Corte dell’Aia per difendersi dalle accuse di genocidio

Israele si presenterà davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia per difendersi dalle accuse di genocidio mossegli a fine dicembre dal Sudafrica, in relazione alla guerra nella Striscia di Gaza. Lo riferisce Haaretz, sottolineando che la decisione è stata presa durante un incontro presieduto dal premier Benjamin Netanyahu con il ministero della Giustizia, l’esercito il Consiglio di sicurezza nazionale.

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Israele si difende dall’accusa di stare commettendo un genocidio a Gaza

L’obiettivo di Israele è quello di impedire alla Corte dell’Aia di emettere un ordine provvisorio volto a fermare l’offensiva militare a Gaza. Israele è convinto di non stare commettendo un genocidio e «non boicotterà» il procedimento avviato dal Sudafrica. Il consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi ha spiegato che lo Stato ebraico è «un firmatario di lunga data della Convenzione sul genocidio» dell’Onu del 1948, e per questo Tel Aviv «confuterà questa assurda accusa che equivale a una diffamazione di sangue». La Corte internazionale di giustizia è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite ma, come ricorda Il Post, le sue indicazioni sono spesso state ignorate in passato: a marzo del 2022 aveva ordinato alla Russia di fermare il suo attacco militare in Ucraina, sempre sulla base della Convenzione sul genocidio. Nel 2003 gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq nonostante una decisione della Corte che stabiliva che l’operazione fosse illegale. Inoltre, dimostrare che la guerra in corso a Gaza sia o meno giuridicamente catalogabile come genocidio è difficile e richiede quindi molto tempo. Dal 7 ottobre 2023, secondo i dati del ministero della Salute di Gaza sono stati uccisi almeno 22,185 palestinesi, dei quali circa 8 mila sono bambini.