Il mondo va a fuoco e la politica italiana si guarda l’ombelico

David Allegranti
27/10/2023

PIGIAMA PALAZZI. Mentre Israele prepara l'offensiva per distruggere Hamas, noi siamo occupati con le giambrunate di Palazzo Chigi. Salvini pensa al Ponte sullo Stretto, il Pd festeggia il successone di aver conquistato Foggia, Calenda e Renzi litigano sui social. Invece di guardare al Medio Oriente, Meloni realizza che di amici non ne ha.

Il mondo va a fuoco e la politica italiana si guarda l’ombelico

Il mondo va a fuoco, ma la politica italiana è in preda a se stessa. Adriano Galliani conquista il seggio senatoriale che fu di Silvio Berlusconi battendo Marco Cappato – ha votato il 19 per cento dell’elettorato, successone! – e a Foggia l’alleanza larga, nel senso del campo largo, formata da Partito democratico, Movimento 5 stelle e Azione vince le elezioni, e giù a sinistra tutti a parlare di laboratorio, di modello da esportare. Il mondo va a fuoco, a Harvard oltre 30 associazioni studentesche filo-palestinesi si schierano contro Israele e con Hamas, suscitando un tutt’altro che piacevole dibattito a cui prendono parte anche gli autorevoli donatori ed ex studenti della prestigiosa università americana, che ha prodotto otto dicasi otto presidenti degli Stati Uniti d’America, ma la politica italiana è impegnata con le giambrunate di Palazzo Chigi. Perché il privato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni assume inevitabilmente una dimensione pubblica, riguarda lei ma riguarda anche noialtri che stiamo qui a chiederci se dietro i fuorionda di Striscia la notizia ci sia, oltre all’anarchismo di Antonio Ricci, pure la manina dei Berlusconi, forse adontati, forse incupiti, forse solo nostalgici per i tempi in cui c’era Gianfranco Fini, qua era tutta campagna e casa Tulliani, e la destra si faceva sempre autodistruggere da vicende di famiglia. E già: Mediaset vuol dire, comunque, in qualsiasi situazione, Forza Italia. Anche senza Cav.

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Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Salvini prova a forzare la cassaforte del melonismo

Il mondo va a fuoco, non si sa se e quando Israele avvierà la sua offensiva di terra per distruggere quei terroristi di Hamas, ma Meloni è costretta a (re)imparare che di amici non ne ha; ha famiglia, ossia la sorella Arianna, ma non si può fidare di nessun altro, soprattutto degli alleati, che poi sono almeno due. C’è Forza Italia ma c’è pure la Lega, con quel Matteo Salvini segretario, vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti che vuole vendere il Colosseo, pardon, il Ponte sullo Stretto agli italiani nell’estremo tentativo di recuperare l’antico splendore della stagione 2018-2019, quando pareva che il salvinismo potesse durare vent’anni. Per qualche settimana, Salvini ha provato a rispolverare la questioncella dei migranti, che ha fatto parecchio adontare persino i sindaci di destra, i quali hanno dovuto malgrado tutto constatare che anche col destra-centro al governo la gente disperata vuole cambiare aria e salire sui barchini. Ora Salvini è già passato alle tasse, e chissà quale altro grimaldello cercherà di usare nei prossimi mesi per forzare la cassaforte del melonismo.

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Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Il Pd vuole una casa comune, ma Conte gli fa campagna contro

Il mondo va a fuoco, ma la presidente del Consiglio è costretta alla difensiva, per spingere la notte un po’ più in là, mentre si avvicinano le elezioni europee e le pulsioni proporzionaliste si fanno sentire dappertutto. Anche nella cosiddetta opposizione. Per dire, Beppe Conte fa campagna contro il Pd che invece vorrebbe, fortissimamente vorrebbe, ristrutturare la “casa comune” dei progressisti coi cinque stelle (probabilmente con il Superbonus e lo sconto in fattura). E pure il Pd ha i suoi bei problemi; Elly Schlein deve capire come sopravvivere alle Europee, alle correnti degli avversari, dunque concorrenti, ma pure alle correnti che l’hanno sostenuta al congresso, alle Primarie, e ora vorrebbero etero-dirigerla, neanche fossero in possesso dell’Unico anello del Signore degli Anelli: «Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli».

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Elly Schlein e, dietro di lei, una foto di Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Renzi e Calenda divisi sui quattrini e su come si sta al mondo

Il mondo continua ad andare a fuoco, ma l’ex Terzo polo continua a flagellarsi, e non passa giornata in cui Carlo Calenda non twitti contro Matteo Renzi; non passa giornata in cui quest’ultimo poi non gli scateni contro Francesco Bonifazi a social unificati per dire che il leader di Azione ha l’ossessione per Renzi, eccetera eccetera. Sembravano gli Holly & Benji della politica italiana, alla fine si sono dimostrati i due classici galli che non possono stare nello stesso pollaio, divisi sui quattrini e su come si sta al mondo. Così è, se vi pare.

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Carlo Calenda e Matteo Renzi (Imagoeconomica).