Israele: «La guerra a Gaza andrà avanti per altri due mesi»

Redazione
10/12/2023

Lo riferiscono delle fonti di Tel Aviv alla tv Kan aggiungendo che dopo questo periodo condurranno operazioni localizzate. Secondo il ministero della Salute di Gaza le vittime sono 17.700. L'Onu riporta che l'80 per cento della popolazione è sfollata.

Israele: «La guerra a Gaza andrà avanti per altri due mesi»

Israele ha stimato che l’offensiva che sta conducendo dentro la Striscia di Gaza potrebbe andare avanti per altri due mesi. Lo hanno riferito fonti israeliane citate dalla tv Kan. Le stesse fonti hanno aggiunto che dopo questo periodo non ci sarà alcun cessate il fuoco, ma operazioni localizzate condotte da forze che resteranno in prossimità della Striscia. Intanto, il bilancio dei palestinesi uccisi, secondo i dati del ministero della Salute di Gaza, è salito a 17.700 persone.

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Israele dice che continueranno i tentativi di accordo per il rilascio di altri ostaggi

Le fonti di Tel Aviv hanno aggiunto che nei prossimi mesi continueranno i tentativi di concludere altri accordi per il rilascio di più ostaggi. Ad un certo punto di questi due mesi, l’esercito permetterà ad alcuni residenti di Gaza di ritornare nelle loro case: una richiesta «avanzata dagli Usa e anche una necessità operazionale». Secondo le Nazioni Unite gli sfollati a Gaza sono oltre l’80 per cento. Un’altra tv israeliana, Canale 13, citando fonti diplomatiche non specificate, ha riferito di una telefonata nel fine settimana tra il presidente americano Joe Biden e il primo ministro Benyamin Netanyahu nella quale quest’ultimo ha detto che le operazioni a Khan Yunis, nel Sud della Striscia, potranno proseguire «per 3-4 settimane».

Israele: «La guerra a Gaza andrà avanti per altri due mesi»
Un palazzo residenziale colpito da un raid di Israele a Khan Yunis (Getty Images).

Onu: «Metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame»

Carl Skau, il vicedirettore del Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu ha dichiarato che la metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame mentre continuano i combattimenti tra Hamas e Israele. Lo riporta la Bbc. Solo una frazione dei rifornimenti umanitari necessari è riuscita ad entrare nella Striscia e in alcune aree nove famiglie su 10 non riescono a mangiare tutti i giorni, ha aggiunto il funzionario, sottolineando che le condizioni a Gaza hanno reso le consegne di aiuti umanitari «quasi impossibili». Skau ha commentato che nulla lo aveva preparato alla «paura, al caos e alla disperazione» che lui e la sua squadra del Pam hanno incontrato durante il loro viaggio a Gaza la prima settimana di dicembre. Sono stati testimoni della «confusione nei magazzini, nei punti di distribuzione con migliaia di persone affamate e disperate, nei supermercati con gli scaffali vuoti e nei rifugi sovraffollati con servizi igienici straripanti», ha raccontato. Le pressioni internazionali e un cessate il fuoco temporaneo di sette giorni il mese scorso hanno consentito l’ingresso nella Striscia di Gaza di alcuni aiuti estremamente necessari, ma secondo il Pam ora è necessario un secondo valico di frontiera per soddisfare la domanda.